Alfano corre in soccorso di Milano E le molotov non scuotono Pisapia

Il ministro degli Interni: «I 140 uomini arriveranno in città e ci resteranno». Ma il sindaco insiste: «I militari? I cittadini devono essere liberi dalla paura»

Alfano corre in soccorso di Milano E le molotov non scuotono Pisapia

Un Giuliano Pisapia teso come mai s'era visto e che ha dovuto ammettere che «manca il senso di sicurezza» anche se «la situazione non è di emergenza», ha accolto ieri in prefettura il ministro dell'Interno Angelino Alfano arrivato a Milano non solo per confermare l'invio di altri 140 uomini delle forze dell'ordine, ma soprattutto per dire che «sono qui e resteranno qui. Non sono una goccia nel mare, sono un rafforzamento molto serio del presidio territoriale. È quanto potevamo e dovevamo fare e i risultati arriveranno presto».

Ringrazia Pisapia al termine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocata in prefettura e a cui ha partecipato Alfano, ma non può non pensare al suo teorema di una Milano sicura che dopo aver cominciato a sgretolarsi sotto le picconate del ghanese Mada Kabobo e con i numeri della questura che dicono come nell'ultimo anno le rapine in casa siano aumentate del 52 per cento, quelle nei negozi del 30 e per strada siano passate da 2.433 a 2.560, ora crolla di fronte all'assalto militare fatto a una gioielleria in pieno giorno a colpi di molotov. Ma nonostante questo il sindaco conferma il suo no alle divise di pattuglia nei quartieri a rischio. «La presenza di militari - la sua posizione - può essere utile solo su presidi fissi perché questo consentirebbe di spostare più forze dell'ordine sul territorio».

«Se non si è liberi dalla paura, non si è cittadini pienamente liberi», le parole di Alfano al cui fianco sedevano il prefetto Camillo Andreana e il governatore Roberto Maroni che ha ringraziato il ministro «per l'immediatezza della risposta». Ma ha colto l'occasione per chiedergli «che questa attenzione non sia limitata a Milano, ma a tutta la regione, perché questi fenomeni ci sono ovunque». Ricevendo in risposta la costituzione di un gruppo lavoro per definire il Patto sulla sicurezza. «Investire su questo tema non solo in vista di Expo - ha detto Maroni -, garantisce tranquillità per cittadini e questa è la maggiore preoccupazione che abbiamo».

Per il presidente della Provincia Guido Podestà è necessario proseguire sulla via della «collaborazione tra istituzioni sul tema della sicurezza perché questo è un punto di forza del nostro territorio, ma è necessario spingere ancora di più perché ci sia anche il coinvolgimento cittadini». E a questo proposito è proprio Alfano a sottolineare l'ottimo lavoro delle forze dell'ordine, perché «da quando è squillato il telefono del 112 alla cattura di Kabobo sono passati appena 6 minuti».

Soddisfatta anche l'onorevole Daniela Santanché arrivata in prefettura: «Questi 140 uomini che arrivano sono la dimostrazione dell'impegno di Alfano per Milano. Ancor più importante perché a chi diceva che era solo uno spot, lui ha risposto che resteranno qui. Un segnale molto importante in una città in cui c'è ancora troppa violenza, soprattutto sulle donne».

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