Caos asili, altri 3mila bimbi rischiano di rimanere a casa

Ai 4mila in lista di attesa ad aprile, ieri altri tagli. Forte: "E il Comune ha tagliato i fondi alle private"

«Aggiornamento delle ore 20 del 20 luglio causa problemi del server gli invii delle mail sono attualmente in corso» recita il laconico avviso comparso sulla pagina facebook del Settore Educazione del Comune. Tradotto: le famiglie milanesi, che aspettavano ieri di sapere se il proprio figlio aveva un posto all'asilo o meno, dovranno attendere fino al 10 agosto. Sulla stessa barca alla deriva tutte le famiglie che hanno iscritto i propri figlie alle scuole dell'infanzia o ai nidi comunali. Secondo punto non indifferente, gli inserimenti per i nuovi iscritti verranno fatti a partire dal 1 ottobre, cosa mai successa. Il rischio è che si arrivi a novembre inoltrato con l'inserimento del proprio piccolo ancora da fare.

«Sul problema scuola si è già sconfitti - scrive una madre furibonda - arrivare al 20 di luglio e non avere una proposta concreta è una sconfitta». «Come Priorità alla Scuola non accettiamo che, oltre ai 4mila bambini già fuori dalle graduatorie ad aprile, se ne aggiungano altri 3mila perché mancano nidi e personale. La fascia 0/6 non deve lasciare indietro nessuno». A rischio anche i servizi di pre scuola e post scuola. Insomma un disastro per le famiglie che basavano la loro organizzazione sui servizi scolastici.

Il tema delle liste d'attesa non è nuovo, quello che cambia è che «le linee guida del governo del 26 giugno fissano a 22 il numero massimo di capienza per le classi delle materne e un uno spazio di 1,8 metri quadrati per ogni bambino sotto i 6 anni, il che significa perdere il 10 per cento dei posti, quindi tremila in tutto tra di e materne» spiegava l'assessore Galimberti, che scarica la responsabilità su governo e regione: «Il Piano scuola non dettaglia prescrizioni per la scuola dell'Infanzia, e nemmeno la Regione Lombardia è intervenuta sui nidi». «Palazzo Marino non è in grado di dire che tipo di capienza possono garantire le sue strutture - attacca Matteo Forte capogruppo di Milano Popolare - mentre a marzo ha di fatto tagliato le convenzioni con nidi privati e materne paritarie, che garantivano lo smaltimento delle liste d'attesa».

A tutti questi problemi si aggiunge la piaga della manutenzione degli edifici scolastici, come «la scuola materna di Affori, la primaria di via Iseo, l'Istituto di via dei Braschi e la media di via Scialoia» ricorda il consigliere del Municipio 9 Enrico Turato (FdI). «Ricevo continue telefonate di cittadini del Municipio 4 che lamentano la gestione delle ammissioni alle materne: moltissimi sono rimasti improvvisamente esclusi, soltanto negli ultimi giorni ne ho contati almeno un centinaio. La cosa che lascia più disorientate le famiglie è che il comune non offre un'alternativa» commenta il consigliere Pietro Celestino (FdI).

«L'amministrazione cosa ha fatto in questi mesi? L'emergenza Covid è scattata il 21 febbraio in Lombardia, e di tempo per pensare alla ripartenza, a sistemare le scuole, assumere educatrici e mettere le scuole dell'infanzia in condizioni di ripartire ce n'è stato. Ci troviamo il 21 luglio in questa paradossale situazione, che rischia di mettere in ginocchio migliaia di famiglie milanesi» conclude Andrea Mascaretti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Comune.

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