Casa delle donne, lite sul basket

Casa delle donne, lite sul basket

La Casa delle donne ha aperto le porte l'8 marzo, una data scelta ovviamente non a caso. Settecento metri quadri della ex scuola di via Marsala 7, a due passi da Brera e da piazza XXV Aprile, concessi gratis per tre anni all'associazione Casa delle donne, che ha vinto il bando confezionato dal Comune. Posizione niente male. A tagliare il nastro c'erano il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, l'assessore al Demanio Daniela Benelli, la capogruppo della Sinistra x Pisapia Anita Sonego. Ma neanche un mese dopo, proprio al vicesindaco toccherà mettere ora una pezza su quel bando, placando gli animi già in ebollizione di alcune «inquiline» fisse. Tra queste, la Sonego è già scattata in difesa, come ha dato prova qualche giorno fa in uno scambio acceso di battute su Facebook con il capogruppo Pd della zona 1, Mattia Abdu che aveva dipanato pubblicamente il caso. Palazzo Marino offrendo lo spazio in comodato d'uso gratuito aveva dimenticato che al suo interno, proprio perché trattasi di un'ex scuola, c'è anche un bel campetto da basket, e si sa che in centro già scarseggiano gli spazi sportivi pubblici. I presidenti delle commissioni Sport, Demanio, Welfare della zona 1 lavorano da tempo a progetti per coinvolgere i giovani, e avevano bene in mente il campo di via Marsala. Poco male, devono aver pensato, la Casa delle donne organizza dibattiti, eventi, attività culturali nate dalle donne e rivolte alle donne. Ma non sarà certo un'enclave. E invece: la richiesta di farci entrare i ragazzini per fare sport ha sollevato proteste. E sono legittime, nel senso che - testo del bando alla mano - l'associazione ha tutti i diritti per dire: la casa è mia e me la gestisco io. Compreso il cortile e il campo da basket che non erano oggetto di particolari deroghe. Ora il vicesindaco pare si sia presa l'incarico di creare un ponte tra la Zona 1 e il fronte del no, i giovani del centro attendono di sapere se la diplomazia ha portato buoni risultati.
Il Consiglio di zona 1 tiene banco in questi giorni. Ieri sera era all'ordine del giorno la discussione sulla chiusura al traffico di piazza Castello, con i 200 emendamenti annunciati dall'opposizione per contestare il blocco, ci sono oltre 1.500 firme di residenti e commercianti a chiedere un dietrofront al sindaco. E c'è da giurarci che parecchi aspetteranno al varco domani alle 21 al Cam di corso Garibaldi il vicesindaco, l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran e al Tempo libero Chiara Bisconti, invitati dal «comitato arancione» di zona 1 a spiegare il progetto. Ma le porte del centro sono aperte a tutti.
Nel Parlamentino approderà a breve invece la richiesta di parere sul progetto di una piscina in via Fatebenesorelle, al posto del parcheggio non più realizzabile. Indicata come priorità dalla zona 1, l'idea della piscina sta prendendo corpo. I fondi per realizzarla sono parte degli oneri di urbanizzazione dovuti dai privati al Comune per trasformare l'ex Garage Traversi di piazza San Babila in un polo del lusso. La piscina doterebbe di spogliatoi anche il centro sportivo inaugurato da poco sulla via.

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