In cella il boss trafficante: voleva essere come Scarface

Valentina Gioia

Un pusher con manie di grandezza. Uno studio in tutto e per tutto simile a quello di Tony Montana, il celebre boss interpretato da Al Pacino in Scarface, con tanto di ritratto alla parete, trono dietro la scrivania e un pesante tavolo in vetro. Così si presentava l'appartamento della coppia di italiani, di 20 e 28 anni, arrestata con altre tre persone nell'ambito di un intervento degli agenti del commissariato Comasina contro lo spaccio di droga, denominata per l'appunto, «Operazione Scarface». Un continuo via vai sospetto all'interno di un appartamento in via Dora Baltea, nel quadrilatero dello spaccio tra la Comasina e Bruzzano. All'interno del super-condominio sono stati fermati tre pregiudicati di 22, 26 e 32 anni, impiegati come vedette e «cavallini» per lo spaccio al minuto. Durante l'operazione, i poliziotti hanno potuto sfruttare un momento di distrazione, ovvero il rientro della guardia, per fare irruzione e bloccare tutti. Durante la perquisizione domiciliare gli investigatori hanno sequestrato: 169 chili di cocaina, 3.150 euro in contanti, materiali da taglio e da confezionamento, 8 telefoni cellulari, un bilancino di precisione e bustine trasparenti con tracce di stupefacenti. Inoltre, in prossimità dell'accesso ai box auto, all'interno di una cassetta dell'idrante, la polizia ha sequestrato un borsello con un involucro in cellophane con 5,16 grammi di cocaina e altro materiale da confezionamento.

L'elemento di spicco del giro di spaccio sarebbe un boss pregiudicato, legato a famiglie malavitose calabresi, scarcerato nel 2017 dopo aver scontato una pena per un reato commesso con il cognato. In casa c'era anche il pitbull Pablo, dal nome del trafficante internazionale più famoso della storia, Pablo Escobar, che il suo padrone usava tra l'altro come nickname sul web.

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