Milano

In città sulle «tracce» degli alpinisti

Film, incontri e racconti fino a domani. Stasera c'è Confortola

Luciana Rota

C'è il sole, fa caldo, ma le vette chiamano. E sono a Milano. Perché da scalare c'è il Milano Montagna Festival in via Bergognone 34, fino a domani, richiamo per tutti i gusti, altitudini e attitudini. Culturali, emotive, avventurose, pazzesche, adrenaliniche, persino olimpiche. Ci sta. La quinta edizione di un evento che si svolge in collaborazione con il Comune di Milano, con Vibram e l'imprescindibile e «istituzionale» partnership del CAI Milano, batte il tempo della stagione della Montagna. Che può iniziare in una sala cinematografica di Milano, proseguire e regalare momenti unici in città o fuori città. Per ispirazioni e sogni futuri: prendere visione del programma (www.milanomontagna.it). Il Festival quest'anno si ispira al tema delle «Tracce», quelle che lasciamo dopo il nostro passaggio, quelle da seguire in questi giorni a Milano, in biblioteca, in giro, quelle dei grandi alpinisti, esploratori, scalatori, sciatori, scrittori e registi. Fino a ritrovare le nostre tracce. Al Montagnafestival potremo dunque seguire quelle di tanti grandi nomi protagonisti di qua e di là. Primo tra gli ospiti internazionali Andrzej Bargiel, quello della prima discesa integrale in sci del K2, ma ci delizieranno anche le storie di grandi atleti internazionali, alpinisti, freerider ed esploratori come Hansjörg Auer, Yulia Baykova, Xavier de le Rue, Matteo della Bordella, Arianna Tricomi, Markus Eder, Stefano Ruzza, Franco Collè, Ettore Personnettaz, Caro North, Shanty Cipolli, Luca Albrisi, Eric Hjorleifson.

Fra i film in anteprima internazionale imperdibile sarà Duality con le sue quattro atlete-protagoniste del Trailrunning Team Vibram,Yulia Baykova, Audrey Bassac, Juliette Blanchet e Uxue Frail. Un appuntamento più classico e di sicuro interessante fra i molti è quello oggi, ore 12,30, sala a, per l'incontro con Marco Berti, Luca Calvi e Sandro Filippini. A proposito di quest'ultimo, milanese con laurea in filosofia, autore del blog «Alpinisti e montagne» di Gazzetta dello Sport, il suo giornale da sempre, è autore di film e coautore di libri messneriani che sono culto. Alle 19. 30 ( sala b) Marco Confortola presenta in un incontro-spettacolo, guidato dal giornalista Andrea Mattei, il libro «Il cacciatore di 8.000» (Hoepli editore).

«Incontrare Confortola in queste occasioni, per me ma direi per tutti, è sempre un bel valzer di emozioni. dice Mattei - Marco ti porta in un secondo a scoprire la vita dietro le quinte delle salite tradizionali, dei suoi 8000 himalayani - ne ha fatti dieci - e te li racconta tutti con dovizia di particolari, senza lesinare consigli. Perché ti fa scoprire cosa c'è dietro ad una simile impresa, dall'aspetto organizzativo, al trekking di allenamento all'alimentazione al campo base. Con lui il racconto non è mai solo quello della classica impresa. Si passa dal divertimento puro all'emozione del dramma, nel racconto della morte in montagna o su una pista. Con riferimento alla sua amicizia con Marco Simoncelli.

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