«Così cucirò l'abito su misura per Milano»

Maria Sorbi

Gianni Accardi ha 70 anni e gli abiti che confeziona hanno fatto il giro del mondo. Ora ha un sogno: rifare il vestito a Milano, renderla a misura di milanesi. Candidato con Forza Italia a sostegno di Stefano Parisi, Accardi vuole restituire alla città la sua caratteristica innata: l'eleganza. Per presentarsi agli elettori Accardi avrà la sua passerella personale alle ore 20 alla trattoria Lo Scalino.

Accardi, come immagina l'abito perfetto per Milano?

«Lo immagino come un abito elegante. Voglio riportare l'eleganza alla politica, ce n'è assoluto bisogno. All'estero la nostra città è ancora vista così. Serve riscoprire la propria creatività».

Cosa l'ha spinta a candidarsi, con un'azienda in piedi dal 1976?

«Da Milano ho ricevuto parecchio. Ora voglio restituirle tutto. Il mio è un atto di gratitudine verso la mia città. Io della politica non ho bisogno. Per questo credo di poter operare bene».

Porterà in politica la creatività dello stilista?

«Quando Silvio Berlusconi ha parlato dal palco del teatro Manzoni ha detto testualmente che il partito ha un po' di muffa. Ecco, io vorrei poter portare il mio contributo creativo. La bellezza e l'amore per quello che si fa vincono sempre».

Quali sono le priorità per Milano?

«Voglio valorizzare la famiglia tradizionale e allargata, voglio che le periferie non siano abbandonate. E voglio ripristinare il vigile di quartiere, fondamentale per anticipare gli episodi di violenza. Dobbiamo riscoprire l'educazione sociale».

Come?

«Ad esempio potenziando l'educazione civica nelle scuole. Una società evoluta si riconosce dal suo grado di socialità. Non solo in campagna elettorale».

Alla sua presentazione di stasera, oltre ai rappresentanti di Forza Italia, ci sarà anche Gabriele Albertini. Come mai?

«L'ho invitato perché lo stimo per come ha lavorato. È una persona chiara e onesta».

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