E il Consorzio Oltrepò lancia un progetto doc

I produttori aprono un tavolo con la Regione per valorizzare le eccellenze del territorio

E il Consorzio Oltrepò lancia un progetto doc

Il bicchiere, anzi il calice dell'Oltrepò del vino è sempre mezzo pieno. E da oggi vuole essere soprattutto mezzo pieno di qualità: puntando al recupero e alla valorizzazione delle origini vitivinicole di questa terra lombarda, un'area molto significativa per i numeri della produzione del vino italiano, un'area che vuole rilanciarsi attraverso un lavoro programmato, serio e di contenuti condotto dal suo Consorzio Vini Oltrepò con la benedizione di un ministro dell'agricoltura, Gianmarco Centinaio, che guarda caso è pavese e tiene moltissimo a questa identità vitivinicola oltrepadana. Proprio Centinaio è intervenuto ieri personalmente in Regione per il lancio di un Tavolo Oltrepò voluto dall'Assessorato all'Agricoltura con il coordinamento tecnico di Ersaf. Un tavolo che ha formato sei gruppi di lavoro corrispondenti alle denominazioni che valorizzano Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, Pinot Nero e Riserva Rossa, Riesling, Bonarda, Sangue di Giuda e Buttafuoco. Queste sono le cartucce, questa è la strategia: lavorare per la qualità. Il calice del vino dell'Oltrepò vuole dunque non solo essere mezzo pieno e rappresentare il brio di questa terra, ma vuole anche essere pieno di qualità per premiare gente che lo fa davvero il vino buono, ma non ha ancora trovato la strada giusta per farsi apprezzare come si deve. Ecco perché molti vignaioli piccoli e grandi, vecchi e giovani, si sono rimboccati ancora una volta le maniche e oltre a mettere le mani nella terra si sono trovati come gli esperti del tavolo fatto ad hoc per ciascun vitigno tipico per ragionare e organizzare la qualità del vino che verrà.

Il Consorzio Tutela Vini dell'Oltrepò Pavese volta così decisamente pagina con un progetto che premia la qualità e che vuole portare lontano, finalmente con l'obiettivo di unire superando le divisioni inutili di un territorio d'oro per il mondo della viticoltura italiana. Qualche numero: la superficie totale vitata in Oltrepò Pavese vanta 13.500 ettari e il suo 80% è rappresentato da Docg, Doc e Igt (10.700 ettari, fonte Consorzio Vini Oltrepò, dati 2017). Oltre i numeri c'è l'uva, ci sono le radici di questa terra che hanno nome e cognome, che si chiamano: Pinot Nero 2.800 ettari; Croatina 3.500 ettari; Barbera 2.000 ettari; Riesling 1.400 ettari; Pinot Grigio 1.400 ettari; Moscato 1.000 ettari. A conti fatti, contiamo le bottiglie che sono 51 milioni all'anno.

Commenti