Con il voto del centrodestra e il no di Pd, Movimento 5 stelle e Lista Ambrosoli il consiglio regionale ha approvato ieri la legge (Fi-Lega-Lista Maroni) che prevede aiuti economici, punteggi nelle graduatorie per l'alloggio pubblico e assistenza familiare per i coniugi separati o divorziati in difficoltà economica e con figli. Per il 2014 stanziamento di 4 milioni di euro nel testo che ha visto come relatore il consigliere della Lista Maroni Antonio Saggese.
I destinatari del sostegno devono essere residenti in Lombardia da almeno 5 anni, in difficoltà economiche dopo un divorzio o una separazione, con figli minori o anche maggiorenni se con gravi handicap. Non potrà invece beneficiare degli aiuti chi non rispetta i doveri di mantenimento dei figli e chi ha una sentenza definitiva di condanna per reati contro la persona e la famiglia, come stalking o violenza sessuale. Per la casa, previsti affitti agevolati o l'assegnazione urgente di alloggi popolari in deroga alle graduatorie, equiparando i destinatari del provvedimento ai nuclei familiari con uno sfratto in corso.
Approvato a maggioranza anche un ordine del giorno presentato da Saggese e dal consigliere Giulio Gallera (Forza Italia) che invita la giunta, a un anno dall'entrata in vigore della legge, a valutare compatibilmente con le risorse disponibili l'estensione degli aiuti anche al genitore non coniugato. Erano, infatti, state respinte prima della discussione due pregiudiziali sollevate da Marco Carra del Pd e da Paola Macchi del Movimento 5 Stelle con le quali si evidenziavano «dubbi di costituzionalità» per l'esclusione dal provvedimento delle coppie di fatto e per i cinque anni di residenza previsti come requisito per accedere ai contributi. Accolti, invece, gli emendamenti della Macchi per escludere dagli aiuti i coniugi che vengano meno ai doveri di cura e mantenimento dei figli e quello di Carra e Roberto Bruni che esclude i condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la persona (violenza sessuale, stalking) e la famiglia (art. 570 e 572 codice penale).
Per Saggese, che è anche presidente dell'Associazione papà separati, «si compie un primo e importante passo per il sostegno di una vera e propria emergenza sociale che solo in Lombardia interessa migliaia di mamme e di papà». Per la «grillina» Macchi «è stata fatta una legge coprendoci gli occhi e le orecchie» ha detto mostrando in aula due immagini di coppie con figli e chiedendo ai colleghi di distinguere quale fosse sposata e quale no. La risposta di Gallera è stata che per i figli ci sono e si troveranno altri aiuti.
Fondi, alloggi e assistenza Un aiuto ai genitori separati
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