"Fontana assassino", scritta choc dei Carc su un muro di Milano

La falce ed il martello accompagnano la scritta "P.Carc" che identifica gli autori del gesto. "Sala condanni l'accaduto immediatamente, in modo fermo e inequivocabile oltre a far rimuovere le scritte ingiuriose in tempi rapidi", chiede il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina

"Fontana assassino", scritta choc dei Carc su un muro di Milano

La scritta "Fontana assassino" campeggia sul muro di cinta di un palazzo di Milano in zona Crescenzago, per la precisione in via Vittorelli.

Accanto ad essa il simbolo della face e del martello, vergato in rosso, accompagnato dalla sigla del gruppo a cui dovrebbero appartenere gli autori del gesto: "P.Carc", vale a dire il Partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Ad immortalare l'ingiurioso murale è stato Samuele Piscina, il presidente del Municipio 2 di Milano, che chiede al primo cittadino del capoluogo meneghino di intervenire al più presto per condannare il gesto.

Un accanimento nei confronti del presidente della regione Lombardia che si è registrato nelle ultime ore anche tramite mezzo televisivo: durante l'ultima puntata di "Chi l'ha visto?" in onda su Rai Tre, infatti, la conduttrice Federica Sciarelli aveva dato voce alla mail scritta da una telespettatrice ed inviata direttamente alla redazione del programma, scatenando la reazione della Lega. Nel messaggio si faceva riferimento alla gestione dell'emergenza Coronavirus, con un commento difficilmente equivocabile: "Questo è un genocidio sanitario, funesto primato di una Regione che si chiama Lombardia". A solo un giorno di distanza dal fatto arriva quindi un nuovo attacco contro Fontana.

"Questo becero murale, apparso con il favore delle tenebre in via Vittorelli a Milano, dimostra con evidenza quanto siano pericolosi e stupidi gli estremismi, partendo dai simboli, come quello rappresentato sul muro, che hanno ispirato, nel corso dei tempi, sventure e morti in ogni parte del mondo", dichiara l'esponente leghista del Municipio 2.

"Gli 'artistì' in questione sono gli stessi che, lo scorso 25 aprile, hanno manifestato senza autorizzazioni e precauzioni in barba ai Dpcm anti Covid-19, scontrandosi in via Padova con le forze dell'ordine", spiega ancora Samuele Piscina riferendosi ai disordini scoppiati tra i partecipanti alle commemorazioni dei partigiani e le autorità durante la scorsa "festa della liberazione". Violando i limiti imposti dal lockdown, bellamente ignorati, i manifestanti, tra i quali alcuni membri proprio dei Carc, si erano dati appuntamento tra via Democrito e via Padova: proprio tra questi gruppi e gli agenti della questura di Milano si erano verificati alcuni scontri.

"Chiedo al sindaco Sala di condannare l'accaduto immediatamente, in modo fermo e inequivocabile" prosegue ancora Samuele Piscina nell'appello rivolto al primo cittadino,"oltre a far rimuovere le scritte ingiuriose in tempi rapidi".

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