Fuoco di Sant'Antonio, per i 65enni lombardi arriva la vaccinazione

La Regione studia la campagna informativa Profilassi anche per i 50enni malati cronici

Sono 113mila i 65enni lombardi che quest'anno potranno vaccinarsi contro l'Herpes Zoster, conosciuto ai più come «Fuoco di Sant'Antonio». Un vaccino, inserito nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017 - 19, quindi gratuito, destinato ai soggetti con più di 50 anni di età, e per la precisione ai 65enni.

L'Herpes Zoster è una malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella, contratto generalmente nel corso dell'infanzia, che si annida silente nei gangli nervosi e nel midollo spinale. La frequenza della malattia aumenta con l'età, soprattutto a partire dai 50 anni. Si manifesta con eruzioni cutanee, prevalentemente a livello del torace, spesso associate a dolore anche intenso (una nevralgia post-erpetica) che può durare anche diversi mesi. Si calcola che circa il 90 per cento della popolazione si ammali di varicella nella vita e il 10 per cento di questi abbia una recidiva dell'infezione nella forma del fuoco di Sant'Antonio, che può scatenarsi appunto nel caso di forte stress, difese immunitarie basse ,senza particolari cause specifiche.

La vaccinazione è offerta agli over 50 anni affetti da diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatie, pazienti che si sottopongono a terapie immunosoppressive e tutti i soggetti di 65 anni di età. Il vaccino, che viene somministrato in un'unica dose nel braccio per via sottocutanea o intramuscolare, è «sicuro e generalmente ben tollerato (in caso di immunodepressione è necessaria una attenta valutazione medica)» si legge nella pagina wikivaccini della Regione Lombardia.

Dopo la campagna vaccinale per l'influenza che sta prendendo il via ora, e che verrà proposta parallelamente all'offerta della prima dose di vaccino contro lo pneumococco, ai pazienti si inizierà a parlare anche della possibilità di vaccinarsi contro il fuoco di Sant'Antonio.

Tra qualche mese, infatti, dovrebbe partire la campagna informativa e vaccinale per i 65enni lombardi, che appunto, secondo le indicazioni del piano ministeriale 2017-19 hanno al possibilità di usufruire della profilassi gratuita. Il Fuoco di sant'Antonio, infatti, è una malattia poco conosciuta, anche se in alcuni casi può essere particolarmente dolorosa e di grande impatto sulla vita quotidiana, anche perchè richiede una lungo decorso. La difficoltà sta proprio qui: far conoscere una malattia spesso sottovalutata, nonché complessa, e «convincere» la fascia dei 65enni a vaccinarsi. Si procederà step by step, prima con un approccio da parte del medico di base o degli ambulatori poi con una campagna massiccia di informazione, al momento ancora allo studio. «Il tema delle vaccinazioni per Regione Lombardia è strategico - spiega l'assessore al Welfare Giulio Gallera - è ora che tutti passino dall'emotività a lla consapevolezza dell'importanza di proteggersi dalle malattie».

Parallelamente è stata introdotta nei Lea la vaccinazione contro la varicella, che secondo il calendario viene somministrata tra il 12esimo e il 15esimo mese di vita, quindi insieme a parotite, morbillo e rosolia, per i nati nel 2016 o a i sei anni per chi non ha avuto la malattia o non è ancora stato vaccinato. La varicella, malattia esantematica dell'infanzia che generalmente ha un decorso benigno, può presentare complicanze anche gravi negli adulti o in soggetti con particolari condizioni (depressioni del sistema immunitario come infezione da HIV o soggetti che hanno effettuato trattamenti come una chemioterapia). Se contratta in gravidanza o in prossimità del parto può essere pericolosa per il feto o per il neonato.

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