Giorgetti: «San Siro? Bando alla nostalgia servono nuovi stadi»

L'ex assessore Rizzi però fa catenaccio: «Demolire al massimo il terzo anello»

«Da milanista mi auguro che la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 possa essere ospitata nel nuovo stadio di San Siro». Le parole del vicepremier della Lega Matteo Salvini di fronte ai commissari del Cio ieri a Palazzo Reale sono un colpo al cuore dei tifosi e del comitato contro la demolizione del Meazza a cui si sono iscritti subito i consiglieri locali del Carroccio. Non è turbato dall'ipotesi che Milan e Inter possano demolite il vecchio stadio e costruirne uno nuovo nell'area confinante dei parcheggi nemmeno il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti: «C'è sempre del sentimento legato a questi luoghi che hanno fatto la storia dello sport italiano e milanese - premette -. C'è una generazione di stadi che però in qualche modo deve essere rinnovata, e io penso che si debba andare verso il futuro. La nostalgia è una bella cosa ma non può limitare».

Difende lo storico Meazza Alan Rizzi, sottosegretario regionale di Forza Italia e ex assessore allo Sport durante la giunta Moratti. «L'unica demolizione possibile - sostiene - è quella del terzo anello. Si può pensare di installare al suo posto l'area commerciale a servizio dell'impianto. L'unica strada percorribile è concedere il diritto di superficie ai club su tutta l'area, assegnandole un valore economico come hanno fatto recentemente o stanno facendo Bergamo, Udine e Genova». E al sindaco ricorda che «essendo un'area pubblica non ci si può appellare alle squadre senza avere idee chiare. È compito dell'amministrazione comunale individuare un percorso, che sia fattibile e virtuoso».

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