I processi per atti osceni ad Oscar Wilde e la vecchiaia di un inedito Churchill

Dall'Elfo al Parenti un tuffo nella storia. Al Carcano «La cena delle belve»

Antonio Bozzo

Piatto ricco mi ci ficco: vien voglia di rispolverare un abusato proverbio se si guardano i debutti d'inizio anno. Come se i teatri chiedessero scusa per aver rallentato durante le feste (non tutti) e invitassero il pubblico con spettacoli di livello. Per esempio, Atti osceni, dal 9 al 26 gennaio all'Elfo Puccini: torna in scena dopo il successo del 2017. Racconta i tre processi subiti da Oscar Wilde, con regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, che allo scrittore e drammaturgo irlandese - bandiera di ogni libertà - stanno dedicando un vasto e attento progetto teatrale. Wilde è interpretato da Giovanni Franzoni. Per chi invece ama approfondire i giganti della storia, al Parenti va in scena (8-19 gennaio) Winston vs Churchill, con Giuseppe Battiston e Lucienne Perreca. Churchill, visto nella sua vecchiaia, è descritto attraverso i vizi, i gatti, le depressioni, le furie: l'impasto che ne ha fatto un protagonista di cui oggi sentiamo ancora la mancanza. Al Carcano il sipario si apre su La cena delle belve, strepitosa commedia intinta nell'humour nero scritta dal francese Vahè Katchà e onusta di premi, oltre che di successo popolare. L'edizione italiana, prodotta da Gianluca Ramazzotti e Carcano in collaborazione con il Festival di Borgio Verezzi, è diretta da Julien Sibre e Virginia Acqua e si avvale dell'adattamento di Vincenzo Cerami. Ambientata a Roma nel 1943, durante una cena di compleanno che diventa una sorta di corridoio della morte perché la Gestapo ha deciso di prendere ostaggi, per vendicare l'uccisione di due ufficiali tedeschi. La situazione estrema svelerà ogni piega dei caratteri umani coinvolti. Due serate come di consueto a ingresso gratuito al No'hma di Livia Pomodoro. Oggi uno spettacolo con il pianista Aldo Gentileschi e il violinista Brad Repp, il Duo Baldo: interpretano in chiave umoristica brani classici. Con divertimento certo apre la rassegna musicale che il teatro regala alla città. Al Martinitt va in scena la commedia, scritta e diretta da Roberto Marafante, Uno di voi. Una donna aspetta un bambino. Da chi? Da uno dei tre uomini con i quali ha storiche relazioni amicali, per dir così. Chi sarà il padre? E una volta scoperto, saprà diventare padre? Dai papà, si passa all'altro importantissimo vertice genitoriale: la mamma. Al Piccolo Studio Melato vediamo Della madre, secondo capitolo della trilogia che Mario Perrotta dedica alla famiglia, con consulenza dello psicoanalista Massimo Recalcati. Con Perrotta, in scena c'è Paola Roscioli, a mostrare «le metamorfosi contemporanee della figura materna» che ne accompagnano la funzione nel trasmettere il sentimento della vita. Chiudiamo alla Cooperativa, dove va in scena la nuova produzione di Atir Teatro Ringhiera The Dei after di Domenico Ferrari e Rita Pelusio, che affronta la crisi del maschio interpellando gli dei olimpici.

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