L'accorato appello di Gallera: "Responsabilità unica arma"

L'assessore al Welfare insiste: "Abbiamo due settimane per vincere questa guerra: state a casa il più possibile"

Continua a ripeterlo da giorni l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e dall'approvazione del decreto che ha bollato la Lombardia «zona rossa», ancora di più. «L'unica arma che abbiamo per sconfiggere il dilagare del contagio da Covid-19 è l'isolamento». Non c'è tanto da girarci intorno: «Non ci sono farmaci contro questa grave infezione respiratoria e non esistono vaccini, l'unica arma per vincere questa guerra è rispettare comportamenti virtuosi e responsabili». Tradotto: ridurre drasticamente la vita sociale evitando di contagiare e di essere contagiati.

La dimostrazione? I dati: nel Lodigiano, ex «zona rossa» l'isolamento dei cittadini ha portato a un contenimento dei casi: 928 nuovi positivi ieri contro i 853 di domenica, cioè solo 75 nuovi casi. Per non parlare «in grande», l'assessore non lo riporta ma a Wuhan lunedì si sono contati 36 nuovi contagi.

«Dove le indicazioni del governo non sono state osservate pedissequamente ha spiegato Gallera i casi sono aumentati. Un esempio su tutti la provincia di Bergamo dove lunedì erano risultati positivi 1245 tamponi rispetto ai 537 di giovedì e quella di Brescia dove in cinque giorni si è raggiunta quota 739 (da 155) con un incremento di 238 casi in sole 24 ore.

Dall'unità di crisi di Palazzo Lombardia vene anche data la scadenza: due settimane di tempo circa per arginare il contagio o il sistema sanitario collasserà. «Abbiamo bisogno di avere sistema in grado di curare tutti coloro che si ammalano di coronavirus ha aggiunto Gallera - e anche chi contrae altre patologie. Se l'epidemia continuasse a crescere con questa velocità non saremmo più in grado di rispondere».

Per quanto riguarda la nostra regione i positivi lunedì sera risultavano 5.469 rispetto ai 4.189 di domenica e ai 2.612 di venerdì, 2802 i ricoveri ovvero 585 in più in 24 ore, 440 in terapia intensiva, 333 i deceduti contro i 267 di domenica. Ma non si ammalano solo gli anziani ha voluto sottolineare l'assessore: il 33 per cento dei ricoverati in terapia intensiva ha tra i 50 e i 64 anni, «persone in forma che non hanno un fisico debilitato ma che vanno intubati e ricoverati in terapia intensiva per due-tre settimane», mentre chi ha più di 75 anni rappresenta il 22 per cento, i pazienti tra i 25 e i 49 anni sono l'8 per cento. Aumentano per fortuna anche i dimessi e trasferiti al domicilio 646 sui 550 di domenica.

Merito anche dell'aumento dei posti in terapia intensiva arrivati a 223 grazie alla riconversione dei reparti ospedalieri e dell'acquisto dei caschi ventilatori arrivati a quota 1600, cui oggi se ne aggiungeranno altri 500.

È stato attivato il conto corrente Regione Lombardia-Sostegno emergenza Coronavirus(IT76P0306909790100000300089) per raccogliere fondi.

«Non dimenticherò mai gli occhi del paziente che ho intubato questa mattina» le parole con cui Gallera chiude la diretta, arrivategli da un'operatrice sanitaria.

MBr

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