MAC MAHON-CENISIO

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Per limitare l'impatto sull'ambiente sarà trasportabile (dalla costruzione allo smontaggio) su soli cinque camion. Dimensioni di un campo da basket e per un campo da basket diventerà la copertura una volta terminata l'esposizione 2015. Il general manager Coca-Cola per Expo Kim Alexander ha presentato ieri al commissario Giuseppe Sala il padiglione corporate della società di Atlanta che sarà riutilizzato e donato alla città. Soddisfatto il vice sindaco Ada Lucia De Cesaris che parla di un'opera realizzata «nel pieno spirito di Expo, cercando di fare strutture riciclabili, ecocompatibili e riutilizzabili». Aggiungendo che «Coca-Cola ci ha chiesto di lavorare insieme per poter pensare a questa seconda vita legata all'ipotesi dello sport e a un luogo in cui ricollocarlo».

Un parallelepipedo alto 12 metri vicino al Padiglione Italia e alla Lake Arena, mille mq su due piani di materiali ecosostenibili: legno, vetro e acqua per raccontare un modello di sostenibilità e uno stile di vita attivo basato sull'alimentazione equilibrata. Il progetto, realizzato dall'architetto Giampiero Peia con l'agenzia Ps Live, riproduce nelle pareti esterne il logo Coca-Cola che dell'Expo è anche official soft drink partner e la silhouette di Contour, la storica bottiglia in vetro che nel 2015 compirà cent'anni. Ingresso e uscita con cascate d'acqua su cui proiettare video. Copertura con piantumazione di vegetazione adatta al clima di Milano e irrigazione ridotta senza bisogno di manutenzione che garantisce la riduzione del surriscaldamento dell'interno. Tutte soluzioni che consentiranno un bassissimo utilizzo di energia elettrica per l'illuminazione, il riscaldamento e il raffreddamento. «Da sempre - ha spiegato Kim Alexander - ci impegniamo per l'innovazione e per promuovere e proteggere le risorse ambientali». L'azienda, ha spiegato, «è impegnata anche per la promozione di uno stile di vita sano e ha oltre 290 programmi di attività fisica in 120 paesi del mondo». E per la protezione dell'ambiente «ogni anno Coca-Cola acquista tonnellate di caffè, the e zucchero e il nostro business dipende da una filiera agricola ecosostenibile». Per Sala «il padiglione racconta la storia di questo marchio che ha sposato anche una ricerca nel campo della sostenibilità ambientale e dell'educazione a una sana alimentazione». Perché, sottolinea il manager Expo Piero Galli che ha seguito il progetto, «bisogna smettere di pensare che dobbiamo muoverci perché abbiamo mangiato troppo, ma che mangiare serve per poterci muovere».

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