Mezzo milione alle onlus Indaga la Corte dei conti

Dubbi sui fondi dati dall'assessorato al Welfare agli enti di volontariato Intanto Palazzo Marino spende 140mila euro per un festival di giocolieri

Dopo la cessione delle quote Sea al fondo F2i, una gara da 28 milioni per i buoni pasto ai dipendenti e i subentri delle griffe in Galleria, la Corte dei Conti torna a occuparsi della giunta Pisapia. Nei guai questa volta è finito l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, che dovrà difendersi dal sospetto di presunti favoritismi nella distribuzione di un fondo da 500mila euro destinato a enti di volontariato. I giudici contabili, come ha anticipato il Corriere della Sera , gli hanno chiesto di esibire i documenti per verificare se ci sia stato un danno erariale. Il caso è stato sollevato da onlus rimaste escluse e dal Movimento % Stelle con un esposto. Nel mirino ci sarebbe anche i il meccanismo per cui, con una delibera del 2011, la giunta ha scelto di bypassare l'aula. Pronto a «chiedere le dimissioni di Majorino se saranno confermate irregolarità» il coordinatore cittadino Ncd Nicolò Mardegan.

Non è la prima volta, si diceva, che Palazzo Marino ha gli occhi della magistratura puntati addosso. É atteso a breve il responso dei giudici sul subentro della boutique Armani in Galleria al posto di Zadi Camicie (che si è trasferita a propria volta al posto dell'ex negozio di gadget), una trattativa «a triangolo» in cui tra privati sono girati milioni di euro mentre il Comune - proprietario del Salotto - ha recuperato sì il raddoppio degli affitti, ma nulla al confronto. Il centrodestra, ma anche la sinistra e di recente il Tar, ha contestato i casi fotocopia in cui in assenza di gara pubblica i privati hanno intascato buonuscite a sei zeri e Palazzo Marino le briciole. Sull'appalto per i buoni pasto i giudici vogliono capire (anche) il ruolo avuto dal vicedirettore del Comune, che risulta convivere con la presidente della società che ha vinto la gara.

Se sui bandi sospetti indaga la magistratura, pone solo una questione di opportunità o meno, in tempi di bilanci in rosso, il contributo da 103mila euro (ma nei fatti 140mila) assegnato dalla giunta all'associazione internazionale Open Street Aisbl per l'organizzazione di «Open Street», un festival dedicato alle arti di strada che si svolgerà dal 9 al 12 ottobre tra Castello ed ex Cobianchi. La maggior parte degli spettacoli peraltro (specie quelli in orari comodi per i lavoratori) saranno a pagamento. I milanesi contribuiranno lautamente, e dovranno pagare il biglietto. A leggere la delibera votata dalla giunta parrebbe un evento irrinunciabile, Open Street «è un festival/vetrina internazionale». Come esempio italiano viene citato Fermo, la cittadina delle Marche lo ospitò nel 2010/2011. Tant'è, la giunta arancione è molto attenta all'arte di strada, ha creato e finanziato una piattaforma per affittare gli spazi in città. Qui, una ventina di compagnie europee (a cui verranno pagate solo spese di viaggio e ospitalità) si esibiranno tra Castello e parco, gratis dalle 16 alle 18 e a pagamento dalle 18 alle 24. All'ex Cobianchi ci saranno incontri di settore su invito. Il Comune rinuncerà ai 24mila euro di affitto per le prestigiose sedi, pagherà 10mila euro di pulizie e 103mila euro diretti. L'associazione, anche con i ticket, coprirà i restanti 100mila euro di spesa.

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