Il parco dello stupro fa paura ma il Pd spegne le telecamere

Il parco dello stupro fa paura ma il Pd spegne le telecamere

Bagarre in consiglio di zona 9 giovedì sera. Al centro il tema della sicurezza, in questi giorni diventato «bollente» per le violente e ripetute aggressioni. All’ordine del giorno una mozione urgente per chiedere l’installazione di telecamere davanti all’ingresso di Villa Litta, dove, nel parco, giovedì scorso una donna è stata brutalmente aggredita. Sempre alla Comasina, questa volta al Parco Nord, mercoledì si sarebbe consumata un’altra terribile violenza, molto simile nella dinamica a quella della settimana precedente. Giovedì il consigliere del Pdl Gabriele Legramandi presenta una mozione urgente per chiedere interventi di sicurezza nel parco della Villa. La richiesta: «l’installazione di telecamere telescopiche, una davanti alla facciata della villa, l’altra nei pressi dell’ingresso di via Moneta per monitorare costantemente il parco e il passaggio e il presidio nel parco delle forze dell’ordine e della polizia locale, in particolare dei nuovi vigili di quartiere». Ma il consigliere non riesce a raccogliere tutte le firme necessarie (21) per «l’urgenza» della mozione. In calce mancano solo i nomi di Sel e Pd, presente invece l’Idv. «Non si possono installare telecamere ogni volta che si verifica un’aggressione - polemizza il capogruppo del Pd nel parlamentino Andrea Bina -. Non è questa la soluzione, anche perché i parchi sono sterminati e due telecamere sole non servono a molto, meglio studiare i luoghi sensibili e fare un piano organico».
Sempre nella stessa seduta la maggioranza boccia una mozione della Lega presentata due settimane prima che chiede l’installazione di telecamere al Parco Nord per prevenire atti di vandalismo. La seconda, sempre del Carroccio, in risposta alla violenza di mercoledì, non ottiene le firme necessarie. «Vedo una grande contraddizione nella maggioranza - attacca Gabriele Legramandi - non sottoscrive la mia mozione e poi indice un presidio di solidarietà alla donna violentata giovedì. Mi sembra che richiedere delle telecamere con una certa urgenza sia un atto più concreto per la sicurezza dei residenti che una marcia. A cosa serve in concreto?». La presidente di zona 9, Beatrice Uguccioni (Pd) ha indetto «un presidio di solidarietà e vicinanza umana alla nostra concittadina offesa ed umiliata da tanta violenza: un modo per testimoniare il nostro essere comunità ad Affori e in tutta la Zona 9». Presidio cui parteciperanno l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli e forse il sindaco che ha scritto al consiglio di zona per dare il suo appoggio all’iniziativa. Nessuna contraddizione tra presidio di solidarietà e bocciatura delle mozioni del centrodestra per la presidente: «Il presidio è stato richiesto anche dalle associazioni dei cittadini per testimoniare il senso di comunità del quartiere e non è in contraddizione con la richiesta di sicurezza, anzi - spiega Uguccioni -. In seguito agli incontri che abbiamo avuto in questi mesi con vigili, polizia, consiglieri e associazioni si sta predisponendo una mappa del rischio, che porterà a un piano organico, invece di mozioni spot». «La presenza di vigili e polizia è già stata intensificata dopo l’aggressione - puntualizza l’assessore Granelli - che è avvenuta di giorno e in una zona non considerata a rischio, a due passi dalla caserma dei carabinieri e dei vigili. Così abbiamo collegato le telecamere della passerella ciclopedonale di via Assietta, decisamente insicura, alla control room della polizia locale. Con l’assessore all’Urbanistica De Cesaris stiamo accelerando il piano di riqualificazione dell’ex stazione di Affori e del parco della villa».

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