Ramelli, dopo le manganellate anche l'inchiesta per Fascismo

Assolti in 4 per il saluto romano del 2016, ma la Procura ci riprova

di Giannino della Frattina

A bocce e soprattutto manganelli fermi, qualche riflessione andrebbe fatta. Perché il giorno dopo a colpire sono le immagini che hanno invaso il web (tra cui il bel reportage in presa diretta di Claudio Bernieri). Quel «caricate, caricate, caricate» ordinato a poliziotti e carabinieri contro manifestanti a mani nude e braccia alzate. Il sangue che cola sulla faccia, gli scudi della polizia e quel Tricolore che ha sventolato tutta la sera.

E a meritare riflessione sono anche quei saluti romani al rito del «Presente»: ricostituzione del Partito fascista o solo estetica del ricordo urlata con rabbia per non dimenticare il cranio di Sergio Ramelli sfondato dalle chiavi inglesi dei genitori, perlomeno ideali, di quelli a cui questura e prefettura, con l'approvazione di partigiani e del sindaco Giuseppe Sala, avevano concesso il solito contro-corteo «antifa». Organizzato, come è facile capire, solo per creare quel clima di tensione che consente (...)

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