Scuola

Tirata d’orecchie ai presidi che rilasciano dichiarazioni ai giornali. Sarebbero almeno cinque i dirigenti scolastici milanesi che ieri pomeriggio si sono visti recapitare una lettera del direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio con una «richiesta di chiarimenti» in merito alle denunce giornastiche apparse nei giorni scorsi su alcuni quotidiani. Non è un caso che fra i dirigenti scolastici sotto inchiesta ci sia proprio la professoressa Agnese Banfi che alla vigilia della ripresa delle lezioni aveva dichiarato che non avrebbe riaperto la scuola speciale don Gnocchi se non fossero arrivati in tempo gli insegnanti di sostegno. Una denuncia che aveva fatto scalpore perché ad essere penalizzati sarebbero stati alunni gravemente disabili.
Così come avevano fatto discutere le dichiarazioni in merito al fatto che nella scuola di via Paravia da lei diretta, la Banfi aveva dato spiegazione del perché si era creato un ghetto con classi di soli alunni stranieri. Sta di fatto che una volta resa pubblica la situazione, l’amministrazione scolastica aveva provveduto a inviare le risorse mancanti indispensabili per assicurare un’assistenza adeguata agli alunni.
Le altre lettere di richiamo riguardano altri casi di scuole in sofferenza per assicurare tutti gli insegnanti alle classi. In tutta Italia sarebbero una decina i casi analoghi. L’iniziativa ha comunque già messo in subbuglio la categoria che non è per niente d’accordo con la nuova decisione presa dal direttore scolastico regionale Colosio. «Mi sembra un intervento assurdo – commenta Francesca Lavizzari, una preside di grande esperienza abituata a rispondere normalmente alle domande dei cronisti –. Ci hanno fatti diventare responsabili di tutto quel che succede nelle nostre scuole, e ora pretendono pure di toglierci la parola quando protestiamo perché c’è qualcosa che non va».
Sta di fatto che i presidi già sotto inchiesta dovranno difendersi. E a questo punto anche nel caso in cui sono stati coinvolti per dare precisazioni in merito a situazioni che erano state denunciate dai genitori. Il direttore Colosso ieri convocato al ministero non ha potuto chiarire il significato dell’intervento. Le lettere di richiamo sono comunque destinate a far discutere.
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