«Stalking, io vittima casuale di un amore malato»

L'incubo di un giovane coreografo, preso di mira per mesi da una coppia di molestatori

Cristina Bassi

Questa volta la vittima è un uomo. L'incubo dello stalking non è meno logorante, se a essere preso di mira è un ragazzo e se il molestatore fissato è una donna. Ma soprattutto se il tormento sembra non avere un perché, seppur pretestuoso: nessuna passata relazione, nessun rapporto che andasse al di là di una conoscenza occasionale.

«Ci sono finito per puro caso - racconta Leonardo (il 37enne non vuole comparire col proprio vero nome, ndr) -. Mi trovavo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il mio incubo è durato un anno e mezzo e poteva capitare a chiunque». La brutta avventura del giovane, ballerino e coreografo, comincia nella primavera del 2012. Una donna conosciuta per lavoro, E.D.G., 44 anni, prende a inviargli sms: «Smetti di provarci con me, altrimenti lo racconto al mio fidanzato e saranno guai». Un esordio quasi innocente, che però in poco tempo si è trasformato per Leonardo in tormento e panico. «All'inizio non ci ho quasi fatto caso - ricorda -, mi limitavo a chiederle di non contattarmi più. Poi però a telefonarmi e a scrivermi ha cominciato il suo compagno. Che ci andava giù molto pesante». Le minacce di F.C., anche lui 37enne, erano difficili da ignorare: «Lascia stare la mia donna - il tenore - o ti spacco la faccia».

Spiega Leonardo: «Non conoscevo questa persona. Per quanto ne sapessi, poteva essere un criminale vero». Telefonate, messaggi e post su Facebook sono andati avanti fino alla fine dell'estate successiva. Arrivavano quotidianamente, anche in piena notte, persino il giorno di Natale, e a volte coinvolgevano i familiari della vittima. «Lei è arrivata a scrivere sui social che a un mio compleanno l'avevo violentata - aggiunge il ragazzo - Ma a una mia festa non c'era mai stata». Lo stillicidio sembrava inarrestabile, un tunnel per la persona presa di mira. «Non dormivo più - racconta -. Non uscivo mai di casa solo, neppure per portare fuori il cane. Non rispondevo al cellulare, ho anche perso degli ingaggi. Ogni volta che andavo in trasferta, qualche mio amico mi accompagnava». Il terrore, come una rete sempre più stretta, era quello di ritrovarsi dietro l'angolo l'autore delle minacce pronto a metterle in pratica. «Non ero più io», dice Leonardo. Molte delle chiamate dei molestatori però sono state registrate e alla fine è partita la denuncia ai carabinieri.

Le indagini sono state dirette dal pm Cristian Barilli. L'Ottava sezione del tribunale alcuni giorni fa ha condannato entrambi gli imputati, incensurati, a un anno di reclusione per stalking. Loro non si sono mai presentati al processo. «Perché hanno scelto me? Ancora oggi non me lo spiego», risponde il giovane coreografo. La bella presenza e le collaborazioni in televisione forse l'hanno reso l'obiettivo perfetto di un perverso ménage di coppia. Conclude Alberto Bazzano, l'avvocato dello studio legale Papotti di Torino che ha assistito la parte offesa: «Non abbiamo mai capito fino in fondo cosa sia scattato nella mente di quelle due persone. Il mio assistito si è trovato sulla strada del loro amore malato. Pensare che possa succedere a tutti, mette i brividi».

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