Virus, si laurea su Skype: "Manca sacralità momento"

I laureandi discutono la tesi via Skype. Una studentessa: "È un traguardo importante che si vorrebbe condividere, non così"

Virus, si laurea su Skype: "Manca sacralità momento"

All'Università Bicocca di Milano, la laurea in Comunicazione si consegue su Skype. È questa la modalità architettata ai tempi del coronavirus, per non rimandare il traguardo atteso da molti.

Ma per i laureandi, la discussione della tesi davanti a uno schermo non è certo come presentarsi davanti alla commissione, con tanto di parenti al seguito, corona d'alloro e festeggiamenti subito fuori dall'Università. A raccontare questa nuova esperienza è una studentessa 22enne che, in un'intervista ad Agi, spiega come ha vissuto quel momento. Cori Verga si è laureta ieri, in Comunicazione.

"È stato molto, ma molto meno formale di come l'immaginavo- racconta la 22enne- avevo già l'outfit pronto e invece mi sono ritrovata a casa con la camicia sopra e le pantofole sotto". Niente tacchi, niente ansia per scegliere l'abito giusto da indossare davanti ai professori. E Cori non riesce a nascondere un po' di delusione che, dice, "sicuramente c'è, perché ci si laurea una, due volte nella vita. È un traguardo importante che si vorrebbe anche condividere, non così". Alla discussione avrebbero dovuto partecipare amici e parenti, "ma alla fine erano sul divano, a casa, dietro di me, mentre parlavo su Skype con il relatore e il correlatore. Tutto sommato è uscita fuori una cosa carina". Ma certo, "non la stessa cosa" della laurea tradizionale: "Con questa modalità è mancata un pò la 'sacralità' del momento", aggiunge.

"Questo lo pensano anche altri miei compagni di studio- ha spiegato ancora Cori-Mi fossi laureata un mese fa sarebbe stato tutto normale". Ma non è l'unica ad essersi laureata con questa nuova modalità: "Nel mio corso di laurea, almeno una trentina si sono laureati come me su Skype. E lo stesso sarà per gli altri". La comunicazione della discussione via Skype era arrivata lunedì 24 febbraio, con una mail in cui veniva spegato che, a causa del coronavirus, "la discussione si sarebbe tenuta via Skype in maniera telematica e non in ufficio dal relatore".

E ora "anche la proclamazione che di solito avviene abbastanza rapidamente, dopo qualche giorno, a causa del coronavirus, l'hanno spostata a data da definirsi, sicuramente da aprile in poi". In più, è probabile che la proclamazione venga fatta "negli uffici e non in aula Magna, con un massimo di due persone a testa".

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