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Moda

Valleverde, camminare con stile ma senza rinunciare al comfort

L’azienda, che fa parte del Gruppo Silver 1, ha presentato al Micam a Milano i nuovi modelli per la Primavera Estate. Silhouette contemporanee ma comode

Le novità Le collezioni invernali di calzature Valleverde per uomo e per donna: linee moderne per una scarpa che non rinuncia alla comodità. In basso a sinistra Elvio Silvagni a capo del gruppo che comprende oltre a Valleverde anche Rafting Goldstar e Biomodex

Una scarpa non può più essere soltanto bella. Può seguire le tendenze, sedurre dalla vetrina, ma quando viene indossata se è scomoda, stringe o fa male è destinata a restare sullo scaffale o, nei migliori casi, ad arrivare fino a casa ma poi resta chiusa nell’armadio. Il comfort non è più un semplice plus funzionale, è una componente essenziale dello stile contemporaneo. È questo il principio che guida la collezione Primavera Estate 2027 di Valleverde, presentata al Micam, la più importante fiera mondiale del settore delle calzature in corso a Milano fino a domani. Silhouette contemporanee, palette naturali e sofisticate dal panna al beige, dal cuoio al taupe, fino alle nuance più decise del blu accanto a proposte luminose e versatili, le calzature compongono un guardaroba trasversale, contemporaneo e accessibile, costruito per rispondere alle diverse occasioni della giornata.

Tante le nuove proposte per donna, uomo e bambino, in cui stile e valore diventano espressione di un’eleganza quotidiana e accessibile. Calzature belle da guardare, ma anche comode da portare per camminare con stile, senza rinunciare al comfort. Il brand torna così a raccontare la propria idea di stile attraverso una collezione che guarda al presente senza perdere il legame con un heritage costruito in oltre cinquant’anni di storia. Per Valleverde, infatti, è un filo che parte dalle origini. Il brand nato nel 1970, ha costruito la propria identità sulla moda comoda". Fondamentale era stato l’inserimento del soffice plantare all’interno della calzatura. Quarant’anni fa il plantare era un componente ancora poco conosciuto, quindi il fatto di proporlo per primi ha portato a successi immediati. Quest’intuizione, un tempo associata prevalentemente a un pubblico maturo, ora rilancia la sfida per presentarsi con nuovo appeal ad un pubblico moderno e cosmopolita, che appartiene a diverse fasce d’età. Un rilancio che affonda le sue radici nel 2015 anno in cui il gruppo Silver1 dell’imprenditore romagnolo Elvio Silvagni - che detiene anche i marchi Rafting Goldstar e Biomodex con oltre 1.300 punti vendita - ha acquisto l’azienda. Da lì è iniziata una forte fase di rinnovamento e di crescita, grazie agli investimenti della nuova proprietà. Dopo undici anni dall’acquisizione, i risultati vengono definiti «eclatanti» ed hanno ridato al brand il posizionamento di leader della moda comoda. Una nuova idea di moda che, ora, deve fare i conti anche con famiglie più prudenti e con un’industria sottoposta a pressioni crescenti. Con la nuova proprietà di Silvagni, la progressione è stata costante: fatturato di 1,5 milioni di euro nel 2015, di 17 milioni nel 2019, di 25 milioni nel 2022, di 30 milioni nel 2025. L’anno scorso il brand ha registrato un aumento dell’8% delle paia vendute, con fatturato stabile a 30 milioni di euro, nonostante il momento molto critico che sta attraversando il settore: «La situazione internazionale, i dazi e la concorrenza feroce dal Far East, stanno mettendo a dura prova tutte le aziende - spiega a Elvio Silvagni - Con la chiusura dello stretto di Hormuz, i prezzi di petrolio, gas, fertilizzanti, indispensabili per l’economia Europea che passavano da quello stretto sono andati alle stelle. Se continuiamo a chiudere le raffinerie e perdere la capacità di produrre distillati, l’industria italiana ed europea saranno sempre meno competitive sui mercati e avremo un’invasione dei prodotti dall’Estremo Oriente. Tante produzioni Italiane sono in difficoltà e chiuderanno, e di conseguenza salirà la disoccupazione».

La situazione dei consumi del mercato italiano non è affatto semplice, perché si sta perdendo in qualità a favore di politiche di prezzo promozionali. «Il settore calzature ha avuto un calo del 15%, si comprano meno scarpe e, soprattutto, si è abbassato il prezzo medio - continua Silvagni - Siamo molto preoccupati per le tensioni in Medio Oriente e per i rincari: per venire incontro ai dipendenti del settore calzaturiero, il contratto nazionale è stato aggiornato con un aumento degli stipendi di circa l’11%, che però vista la situazione nazionale e internazionale ed il forte impatto dell’inflazione saranno bruciati in sei mesi dal costo della vita. Prevediamo anche un incremento dal 10% al 15% delle materie prime. Per le calzature ora nei negozi i prezzi non cambieranno, e per l’autunno gli aumenti saranno ancora contenuti perché per ora li assorbiamo noi. I veri nodi arriveranno con il campionario estivo 2027, dove prevediamo aumenti del 10-20%».

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