Arabia, arrestate per aver guidato: due donne accusate di terrorismo

Nonostante non ci sia alcuna legge che lo vieta, le autorità saudite non concedono la patente alle donne. E i religiosi ultraconservatori hanno emesso numerosi editti

Loujain al-Hathloul alla guida di un'auto
Loujain al-Hathloul alla guida di un'auto

Due donne saudite, la 25enne Loujain al-Hathloul e la 33enne Maysa al-Amoudi sono agli arresti da circa un mese. Hanno "semplicemente" sfidato il divieto di guida. Ieri sono state deferite alla Corte criminale specializzata di Riyad, istituita per processi per terrorismo ma utilizzata anche per dissidenti pacifici e attivisti. Secondo persone vicine alle due giovani non sarebbero accusate per avere sfidato il divieto di guida, bensì per alcune opinioni espresse online. Le fonti rivelano che gli avvocati difensori delle due donne hanno subito presentato ricorso contro la decisione del giudice di trasferire il loro caso presso la Corte criminale specializzata di Riyad. Adesso pronunciarsi nei prossimi giorni una Corte d'appello di Dammam, la capitale della provincia orientale Al-Sharqiyya.

È la prima volta che donne al volante vengono deferite alla Corte criminale specializzata di Riyad. Si tratta, infatti, della detenzione più lunga di donne alla guida nella storia dell'Arabia Saudita. Loujain al-Hathloul è stata fermata dalle guardie di frontiera lo scorso 30 novembre quando ha provato ad attraversare il confine con una patente degli Emirati. Il passaporto le è stato sequestrato 24 ore dopo. Maysa al-Amoudi, una giornalista che vive negli Emirati Arabi Uniti, è stata invece fermata mentre andava a consegnare cibo e una coperta ad al-Hathloul al confine. Gli attivisti riferiscono che l'arresto formale di entrambe risale al primo dicembre. Loujain al-Hathloul si trova in un centro detentivo per giovani, mentre Maysa al-Amoudi è in una prigione.

"Le autorità saudite stanno incrementando la repressione sulle persone che criticano pacificamente il governo su internet", ha commentato Human Rights Watch accusando giudici e procuratori di usare "le disposizioni vaghe previste in una legge anti crimini informatici del 2007 per accusare e processare cittadini sauditi per tweet pacifici e commenti postati sui social network". Al momento dell'arresto al-Hathloul e al-Amoudi avevano, complessivamente, oltre 355mila follower su Twitter ed erano state aperte sostenitrici della campagna lanciata l'anno scorso contro il divieto di guida per le donne. Da anni le autorità saudite provano a bloccare i tentativi delle donne di guidare. Nonostante non ci sia alcuna legge che vieta alle donne di guidare nel Paese, le autorità non rilasciano loro la patente e i religiosi ultraconservatori hanno emesso degli editti contro la guida delle donne.

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