"Asiatici vittime della supremazia bianca": l'ultima bugia dei liberal

Secondo la narrativa imposta dai liberal e dai media progressisti, anche gli asiatici americani sarebbero vittime del "razzismo sistemico" e della "supremazia bianca". Ma la realtà è molto diversa

"Asiatici vittime della supremazia bianca": l'ultima bugia dei liberal

Non solo afroamericani: secondo la narrativa che si sta imponendo sui grandi media liberal, i nuovi discriminati vittime della "supremazia bianca" sono gli asiatici americani. Ne ha parlato di recente un quotidiano autorevole come il Boston Globe, mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato una nuova legge che mira a contrastare il numero crescente di attacchi conto i cittadini asiatici. Alla fine dell'anno scorso, infatti, le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che parla apertamente di "un livello allarmante" di violenza di matrice razzista e altri episodi di odio contro gli asiatici americani. Che la pandemia abbia fatto crescere gli episodi di intolleranza verso gli asiatici, in tutto il mondo, è sicuro: meno certo, però, è che la colpa sia tutta, ancora una volta, della "supremazia bianca" e che la soluzione a razzismo e intolleranza sia la politica dell'identità e quell'ossessione per le minoranze che, al contrario, non fa altro che fomentare le divisioni nella società in una lotta intestina fra minoranze etniche e sessuali (o " di genere", come prevede la bibbia politicamente corretta). Perché scaricare tutto contro i "bianchi cattivi" non risolve certo il problema, ne lo affronta nella maniera corretta.

Razzismo contro gli asiatici americani: è davvero colpa della "supremazia bianca"?

L'attenzione dei liberal verso l'odio contro gli asiatici generato dalla "supremazia bianca" nasce lo scorso 16 marzo quando si consuma la prima strage da armi da fuoco dell’era Biden: Robert Aaron Long, un bianco di 21 anni, apre il fuoco in tre centri di bellezza nella zona di Atlanta, in Georgia, nella quale muoiono 8 persone, di cui 6 donne di origine asiatica. In un primo interrogatorio con gli investigatori, Long ha affermato di avere una "dipendenza dal sesso" e il motivo per il quale si sarebbe scagliato con questa foga omicida contro le 8 persone è che considerava una "tentazione" i centri di bellezza dove lavoravano le sue vittime. Il presunto movente razziale, dato per scontato da molti media - ad oggi - non è confermato, mentre l'accusa ha chiesto la pena di morte per l'imputato. In attesa che la giustizia faccia il suo corso e cerchi di fare luce nella mente di un uomo profondamente pericoloso, la stampa progressista si è messa in moto con la colpevolizzazione della maggioranzai bianca. Strumentalizzando il caso per imporre la narrazione del bianco malvagio e del "razzismo sistemico" cara ai liberal e agli intellettuali della sinistra Usa.

Gli attacchi contro gli asiatici? La maggior parte commessi da afroamericani

Ci pensa un'indagine di RealclearInvestigations a smascherare quest'ennesima crociata ideologica. Innanzitutto, la definizione stessa di "asiatico americano" è fallace e imprecisa, e mette insieme persone provenienti da 20 Paesi diversi. Come se, per fare un esempio, un italiano fosse uguale a un austriaco o a un francese. "Le condizioni variano notevolmente a seconda dell'origine etnica" sottolina Richard Bernstein. "Gli indiani americani hanno il reddito familiare medio più alto in America; le persone originarie della Cambogia, del Bhutan e del Bangladesh sono meno prospere. Ci sono rifugiati Hmong e altri gruppi tribali del Laos; i discendenti vietnamiti fuggiti dal Vietnam del Sud; i ricchi magnati cinesi e i lavoratori di etnia cinese e coreana nei saloni di bellezza, tintorie e ristoranti. Quasi nulla, tranne l'ossessione di creare gruppi etnici e metterli in contrasto con i bianchi, giustifica l'inserimento di queste persone nella stessa categoria".

Per quanto concerne gli episodi di intolleranza verso asiatici, cresciuti nell'ultimo periodo, quasi il 90% di questi ultimi sono stati verbali, e molti di essi sembrano provenire da persone mentalmente disturbate, spesso senza casa. Inoltre, "un numero considerevole degli attacchi segnalati sono stati commessi da altri membri di minoranze etniche, in particolare da afroamericani, sebbene i commentatori citati nei media attribuiscano anche questo alla supremazia bianca". Molti "asiatici americani", infatti, sono riluttanti ad ammettere di essere stati vittima di afroamericani per pausa di essere etichettati come razzisti. "Gli asiatici sono coinvolti nel fuoco incrociato di una guerra culturale, con la parte progressista che cerca di iniettare tracce di supremazia bianca in ogni contesto per divulgare la propria ideologia", ha spiegato Wenyuan Wu, direttore esecutivo di Californians for Equal Rights. Una pericolosa guerra culturale e ideologica che rischia di dividere l'America in tribù.

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