Bloccati nei Balcani i migranti muoiono di freddo

In fila nella neve a Belgrado, esposti al gelo nelle isole egee della Grecia: sono decine di migliaia i migranti intrappolati in strutture di fortuna lungo la rotta balcanica

Bloccati nei Balcani i migranti muoiono di freddo

Si sono messi in fila sotto la neve, in attesa di ricevere un pasto caldo. Le centinaia di migranti accalcatisi alla stazione ferroviaria di Belgrado, in Serbia, bloccati nel Paese balcanico mentre aspettano di sapere se potranno proseguire verso l'Ungheria e quindi verso l'Europa settentrionale e la Germania.

Nonostante le temperature rigidissime i migranti hanno dovuto attendere per ore al freddo, in fila in una vecchia installazione doganale nel centro della capitale serba, un pasto caldo distribuito dalle autorità locali.

Nel nord della Serbia sono almeno settemila i migranti bloccati pronti a varcare il confine magiaro. Di questi, secondo le organizzazioni umanitarie, solo 3140 sono alloggiati in strutture adeguate per l'inverno. A Belgrado sono state allestite tendopoli di fortuna che offrono ben poco riparo dalle temperature artiche di queste settimane: i gelidi venti balcanici hanno fatto scendere la colonnina di mercurio fino ai -22 gradi centigradi.

Ieri Medici Senza Frontiere ha lanciato un appello preoccupato, sottolineando come "la cinica negligenza dei Paesi comunitari, unita al freddo siberiano e alla mancanza di preparazione di fronte all'inverno, hanno peggiorato una situazione già di per sé insopportabile per migliaia di uomini, donne e bambini che cercano protezione in Europa". La situazione è particolarmente critica nelle isole egee della Grecia, dove si raccolgono i profughi che provengono dalla Turchia, e proprio in prossimità del confine serbo-ungherese.

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