Bufera sui Rammstein: "Speculano sull'Olocausto"

Il nuovo trailer della band berlinese, ambientato in un campo di concentramento, ha scioccato la Germania che li accusa di speculare sull'Olocausto

Da qualche giorno, in Germania, il nome dei Rammstein è sulla bocca di tutti. La band berlinese, che già prende il nome da una tragedia, quella della base area tedesca di Ramstein, dove nell’88 una terribile collisione tra velivoli provocò morti e feriti, ha inanellato una nuova provocazione. Nell’ultimo trailer, infatti, Till Lindemann e i suoi hanno indossato i panni degli ebrei deportati nei lager nazisti. Schierati su una forca, con il cappio al collo, in attesa dell’impiccagione. Alla fine della clip compare la scritta “Deutschland”, ossia Germania, in caratteri gotici.

Appena 35 secondi che hanno innescato una ridda di denunce e commenti indignati. Per il presidente del Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Josef Schuster: “Chi utilizza l’Olocausto per motivi di marketing agisce in modo spregevole e immorale”. E se “i Rammstein dovessero trarre profitti dall’Olocausto grazie al loro video, di fatto insulterebbero le milioni di persone che durante la Shoah hanno sofferto in modo indicibile e sono state assassinate nel modo più crudele”.

Anche l’incaricato per l’antisemitismo del governo tedesco, Felix Klein, è intervenuto sulla questione, chiarendo che “se il video è stato realizzato solo per provocare e per motivi commerciali, per scandalizzare e cercare di attrarre così l’attenzione, allora viene superata una linea rossa”.

Mentre il direttore della Fondazione dei memoriali della Baviera, Karl Freller, ha suggerito alla band di visitare il campo di concentramento di Dachau: “Non voglio dare un giudizio definitivo. Ma la sofferenza e la dimensione disumana dell’Olocausto non permettono il suo utilizzo per motivi pubblicitari allo scopo di far conoscere prodotti di qualsivoglia tipo. In questo caso, a quanto pare, un disco”. Cosa rispondono i diretti interessati alle accuse? Nulla, i Rammstein tacciono.