La Cina mette in quarantena le banconote. Rezza: "Basta lavarsi le mani"

Il direttore di malattie infettive dell'Iss: "Sembra una misura eccessiva, per il contagio con le banconote non ci sono prove. Ma le misure messe in atto dalla Cina sembrano funzionare"

La Cina mette in quarantena le banconote. Rezza: "Basta lavarsi le mani"

La Cina inasprisce le misure, per cercare di combattere l'epidemia da nuovo coronavirus. Così, dopo l'isolamento delle migliaia di persone che abitano nell'Hubei, provincia in cui si trova la città di Wuhan, epicentro dell'epidemia, le autorità hanno deciso di imporre la quarantena anche alle banconote.

Qualche giorno fa, infatti, il vice governatore della banca centrale cinese, Fan Yifei, aveva annunciato la puluzia e l'isolamento dei soldi. Le banconote sarebbero state disinfettate, usando raggi ultravioletti e alte temperature, poi sigillate e messe in quarantena per almeno una settimana o due, a seconda della gravità dell'epidemia in ogni regione. Dopo questo procedimento e passato il periodo di isolamento, i biglietti verranno rimessi in circolazione. "Dobbiamo preservare la sicurezza e la salute degli utenti di denaro contante", aveva detto il vice governatore.

"Mi sembra una misura eccessiva", ha commentato Giovanni Rezza, direttore malattie infettive dell' Istituto superiore di sanità, che però ammette che la quarantena delle banconote sia stata "adottata all' interno di un complesso di interventi di massima cautela da parte della Cina che per ora sembrano aver funzionato nel circoscrivere l'epidemia". In un'intervista al Sole24ore, Rezza spiega che "il problema con le banconote al limite è il contatto con le mani, perché nessuno certamente se le mette in bocca". E, nonostante il virus resista alle supercfici, tra cui quindi anche il denaro, "il rischio trasmissione da superficie è decisamente minore, rispetto al veicolo rappresentato da gocce di saliva e dal contatto delle mani infette. E poi per il contagio con le banconote non ci sono prove scientifiche". Quindi, per proteggersi, "è sufficiente adoperare la misura più importante che si può utilizzare per difendersi da ogni virus, quella di lavarsi bene le mani".

Ma Rezza ammette che le misure attuate dalla Cina, che sta "portando i controlli alla massima potenza possibile", sembrano funzionare, tanto che la quarantena e l'isolamento sembrano aver circoscritto i focolai dell'epidemia. E "qualche segnale di rallentamento" nei contagi inizia a vedersi, anche se "bisogna restare ancora cauti".

In ogni caso, finora, il nuovo coronavirus ha presentato una letalità minore rispetto alla Sars, nonostante il Covid-19 abbia superato i contagi avvenuti con la malattia del 2002-2003. Infine, sulla possibilità che il virus arrivi anche in Italia, Rezza si mostra cauto: "Io non sono un indovino. Ci sono due ipotesi possibili: una in cui il virus si propaga con altri focolai in altre zone del mondo, l'altra è che l' epidemia venga contenuta. Al momento si sta verificando questa seconda ipotesi".