Corea, al via il congresso del Partito dei Lavoratori

I giornalisti stranieri sono stati autorizzati ad entrare nel paese, ma non a seguire le varie sessioni. Kim Jong Un si consacrerà segretario generale del partito. La Cina non ha ivniato nessun delegato

Corea, al via il congresso  del Partito dei Lavoratori

Aperti ufficialmente i lavori del Settimo Congresso del Partito dei Lavoratori, a distanza di 36 anni dall’ultima convocazione, presso la Casa della Cultura 25 Aprile. Circa 3.000 funzionari provenienti da tutto il paese hanno raggiunto la capitale per assistere al discorso di apertura dal giovane leader della Corea del Nord. Non dovrebbe essere presente alcun rappresentante straniero di alto profilo.

Durante il discorso di apertura, Kim Jong-un annuncerà i progressi nel programma missilistico del paese e la sua "byongjin", politica a doppio binario che mira allo sviluppo economico e della capacità nucleare. Una sorta di teorema rivisto ed aggiornato della politica del nonno e del padre del dittatore, che fondarono l’ideologia del Nord basata sul marxismo ed il nazionalismo estremo. I media di stato del paese non hanno ancora pubblicato il discorso. Anche la copertura dei media stranieri, sono state invitate circa 120 agenzie internazionali, è fortemente limitata. I giornalisti, infatti, sono stati autorizzati ad entrare nel paese, ma non a seguire le varie sessioni. Sempre nella giornata di oggi, il comitato centrale del Partito dei Lavoratori dovrebbe tenere una sessione sui piani futuri del movimento. Nell’ultima giornata del Congresso, si dovrebbero eleggere i nuovi membri del Comitato centrale del partito.

L’evento politico, in parte finanziato dalla campagna "70 giorni di fedeltà" per delle donazioni imposte a tutti i cittadini costretti anche a mettere a lucido il paese, è comunque ritenuto solo un pretesto per consacrare la leadership di Kim. Quest’ultimo, probabilmente, deciderà di assumere la carica di segretario generale del partito, una posizione già detenuta dal padre.

Kim Jong Il, padre dell’attuale leader morto nel dicembre del 2011, non ha mai avuto l’esigenza di convocare il Congresso per confermare il suo potere. L’attuale contesto, sia in patria che all’estero, è però diverso per il giovane dittatore. L'obiettivo della Corea del Nord è quello di essere riconosciuta a livello internazionale come una potenza nucleare. Kim Jong Un cerca disperatamente di rafforzare la sua immagine: le continua purghe in seno alle figure principali del regime, indicano che a distanza di quattro anni non ha ancora consolidato il potere. Il quinto test nucleare, potrebbe quindi essere il fiore all’occhiello per chiudere i lavori e consacrare la sua nuova carica. La Corea del Nord ha la capacità di ultimare i preparativi passando relativamente inosservata con preavviso minimo o nullo. L’ultima convocazione del Congresso del Partito risale all’ottobre del 1980: in quel frangente parteciparono 177 delegati provenienti da 118 paesi, tra cui Cina e Russia.

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