Soldi russi agli ambientalisti: il "gioco sporco" sul nucleare

Gazprom avrebbe finanziato ong ambientaliste in nord Europa e negli Stati Uniti contrarie all'energia nucleare. Negli Usa i repubblicani chiedono un'indagine

Soldi russi agli ambientalisti: il "gioco sporco" sul nucleare

Facile fare gli ambientalisti con il gas russo degli altri. L'ultima rivelazione è che molte ong ambientaliste, contrarie al nucleare, sono state foraggiate per anni da Gazprom, la multinazionale del gas russo, controllata dal Cremlino. In questo modo hanno esercitato pressione sui governi - in particolare quello tedesco - per chiudere le centrali nucleari e renderci così più dipendenti da Mosca. Come riporta Italia Oggi, a darne notizia è il francese Dominique Reynié, direttore di Fondapol (Fondazione per l'innovazione politica) con sede a Parigi. Come ha dichiarato Reynié in una recente intervista, "abbiamo trovato finanziamenti di Gazprom a Ong ambientaliste. Qualche attivista è diventato addirittura ministro di alcuni Paesi europei – in Belgio ad esempio – che poi evidentemente hanno voluto restituire il favore, attaccando il nucleare". In realtà, queste accuse non sono nuove. Il Guardian, nel 2014, citava l'allora segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen: "Ho incontrato alleati che possono riferire che la Russia, nell'ambito delle sue sofisticate operazioni di informazione e disinformazione, si è impegnata attivamente con le cosiddette organizzazioni non governative - organizzazioni ambientaliste - per mantenere la dipendenza europea dal gas russo importato".

Il report che conferma i finanziamenti russi alle ong ambientaliste

Gazprom avrebbe finanziato associazioni e ong ambientaliste in Europa, Germania e Belgio in testa, e negli Stati Uniti. Tant'è che il 29 giugno 2017, i deputati Randy Weber e Lamar Smith, inviarono una lettera all'allora Segretario del Tesoro Steven Mnuchin, chiedendo un'indagine sul finanziamento delle organizzazioni ambientalisti statunitensi da parte del governo della Federazione Russa. La questione dei finanziamenti russi è tornata recentemente in auge con l'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe di Vladimir Putin. L'11 marzo scorso, infatti, i deputati Jim Banks e Bill Johnson hanno inviato un'ulteriore lettera al Segretario al Tesoro Janet Yellen, chiedendo al più presto indagine sulla "manipolazione russa dei gruppi ambientalisti" americani, apparentemente sostenuti da donazioni anonime. "La Russia ha speso milioni per promuovere politiche e politici anti-energia negli Stati Uniti", ha detto Banks a Fox News Digital.

Polemica negli Usa: "Ong rivelino i loro rapporti con Putin"

Nella lettera, si legge che "secondo la dichiarazione dei redditi di Sea Change, nel 2010 il gruppo ha ricevuto 23 milioni di dollari, la metà dei suoi contributi annuali totali, da una società armata delle Bahamas legata al governo russo. Sea Change ha poi passato quei soldi a gruppi come il Sierra Club e il Center for American Progress che hanno esercitato forti pressioni contro il fracking e le politiche a favore dell'energia, per ridurre la concorrenza con il petrolio e il gas russi". Nel 2020, osservano i due deputati, il Center for American Progress ha donato oltre 800.000 dollari esclusivamente a politici e gruppi democratici e Sierra Club Independent Action ha speso 3,7 milioni di dollari a sostegno sempre di candidati dem.

Come riporta Fox News, la lettera di Banks coincide con un'azione congiunta messa in campo dai repubblicani del Comitato per l'energia e il commercio della Camera, che chiedono ad alcuni gruppi ambientalisti di rivelare i loro legami con un'organizzazione non governativa che sarebbe vicina al Cremlino. Si tratta delle ong ambientaliste League of Conservation Voters (LCV), Natural Resources Defense Council (NRDC) e della già citata Sierra Club.

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