Così l'Arabia Saudita aiuta i terroristi dell'Isis

Riad si rifiuta di consegnare all'Italia la "maestra del jihad" Bushra Haik

Così l'Arabia Saudita aiuta i terroristi dell'Isis

Vladimir Putin lo ha detto chiaramente: ci sono Paesi, alcuni insospettabili, che finanziano l'Isis per il proprio tornaconto. Turchia, Qatar e Arabia Saudita in primis. Un caso emblematico della connivenza di questi Stati con i miliziani dello Stato islamico viene dalla storia c'è la "maestra del jihad", Bushra Haik.

La sua vicenda viene raccontata da L'Espresso: "Per l'Italia è una pericolosa terrorista, ricercata come reclutatrice di jihadisti per il cosiddetto Stato Islamico. Ma di fatto continua a vivere nella capitale dell'Arabia Saudita, da dove i magistrati di Milano non hanno ancora ricevuto alcuna risposta al mandato di cattura internazionale spiccato già il 29 giugno scorso, che in teoria dovrebbe valere in tutto il mondo".

Bushra è accusata di aver indottrinato "decine di seguaci del Califfato, tra cui Maria Giulia Sergio, 28 anni, la prima italiana reclutata dallo Stato Islamico, e la sorella Marianna, 31, arrestata mentre stava organizzando la partenza con i genitori verso la Siria". La "maestra del jihad" è nata a Bologna, da famiglia siriana, trent'anni fa. Tre anni fa si è trasferita in Arabia Saudita, a Riad, ed è proprio da qui che ha continuato a reclutare nuovi adepti per il jihad. Lo strumento da lei usato? Internet.

Come riporta L'Espresso, che cita l'ordinanza di arresto della donna, "le lezioni di Bushra rappresentano una efficace e continua esaltazione delle azioni terroristiche dello Stato Islamico, perpetrate ai danni di occidentali, minoranze sciite e ostaggi anche musulmani".

In particolare, Bushra ha giustificato la strage di Charlie Hebdo, durante alcuni colloqui con una delle sorelle Sergio: "Gli occidentali non sono innocenti, perché i loro Paesi hanno mandato gli eserciti a uccidere".

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