Cosa ti vendo per diventare presidente: tutti i gadget dei candidati alla Casa Bianca

Dai grandi classici, le magliette, i cappellini e le spillette, agli oggetti più originali, come i cappottini per i cani e il recipiente per il guacamole. Viaggio nel mondo dei gadget dei candidati alle primarie americane in vista della corsa per la Casa Bianca 2016

I gadget più originali? Il bersaglio del poligono di tiro bucherellato dalle pallottole. L'ha crivellato di colpi con un'arma semi automatica Rand Paul, candidato alle primarie repubblicane. Si è recato in un poligono di tiro il 25 settembre scorso e, dopo che gli hanno consegnato l'esito della sua prova, lui ha autografato il cartello e l'ha messo in vendita sul proprio sito. Ha firmato anche altri oggetti: una pallina da baseball, una divisa (sempre da baseball) dei River Bandits, squadra di Minor League di Davenport (Iowa) con cui ha giocato una partita lo scorso 1° agosto. La copertina di Time a lui dedicata. I prezzi: dai mille dollari per la divisa e il bersaglio, ai 250 dollari per la pallina. Sempre a mille dollari ha messo in vendita le copie della Costituzione Usa, ovviamente con la sua firma. Paul è stato l'unico ad autografare alcuni gadget messi in vendita sul proprio sito, per renderli unici e conferire loro maggior valore (guarda qui).

Donald Trump sicuramente non ha bisogno di soldi, ma anche lui ha messo in vendita diversi oggetti per raccogliere fondi da spendere in campagna elettorale. Ma lo ha fatto soprattutto per venire incontro al desiderio dei tanti simpatizzanti che, da mesi, sostengono la sua candidatura. Chi vuole dare il proprio sostegno a un candidato oltre a fare una donazione, grande o piccola che sia, ama portarsi a casa qualcosa: che sia un adesivo, una t-shirt, un cappellino o una spilletta. Questi oggetti poi, con il passare del tempo, diventano dei veri e propri “cult”, acquisendo un valore notevole per i collezionisti (guarda qui).

Si può trovare di tutto in vendita sui siti dei candidati. Dai grandi classici, accennati sopra, fino al cappottino per il cane o i tappetini per l'auto. Di tutto, di più. Lo scopo è stupire e far circolare il più possibile il nome del candidato. Oltre, ovviamente, a raccogliere fondi. Molto gettonate anche le penne, le felpe con zip e gli immancabili cartelli plastificati da attaccare in giardino o alla finestra di casa.

L'ex neurochirurgo Ben Carson offre le palline di Natale a venti dollari, e sempre in tema natalizio le maglie di lana (30 dollari). Poi troviamo collari per cani e gatti a 18-20 dollari. Avendo frequentato per anni le sale operatorie Carson propone anche un camice da chirurgo-infermiere e alcune magliette con un cervello stilizzato e lo slogan: “Think smart, think Carson”. Cui si aggiunge “It's not brain surgery” (guarda qui).

Il senatore del Texas, Ted Cruz, propone un maglione natalizio rosso (ed anche un cappellino) con tanto di fiocchi di neve e stelline (65 dollari). La tutina per bebè si può portare a casa per 25 dollari, mentre il cappellino di lana (o da baseball) con 25. Quasi tutti i candidati offrono le classiche tazzone (mug) con il logo della campagna elettorale o il nome dei candidati. Per gli amanti del vino (e della birra), set di 4 bicchieri in vetro al prezzo di 75 dollari (guarda qui).

Jeb Bush ha a cuore i latinoamericani e tiene a ricordarlo anche con i gadget che propone. I simpatizzanti dell'ex governatore della Florida possono acquistare un recipiente per il “guacamole”, la tipica salsa messicana. Ispirata ai pranzi domenicali con la moglie Columba (messicana) la “guaca bowle” costa 75 dollari. Sempre legato al mondo della cucina - e all'immancabile rituale americano del barbecue - c'è il grembiule da indossare per cucinare la carne (guarda qui).

Sul sito di Marco Rubio si trovano delle speciali “tessere” per sostenere il candidato. Tre le versioni: Platinum, Gold e Silver (rispettivamente da 200, 100 e 50 dollari). Acquistandole si ha diritto a sconti sui prodotti in vendita, magliette, ingresso a tutti gli eventi del candidato e una segnalazione sul sito. I sostenitori che lo desiderano possono regalare un biglietto aereo a Rubio (costo 500 dollari). In cambio ricevono un ringraziamento speciale, pubblicato sul sito internet e su Twitter, e una foto autografata del candidato. Ovviamente anche Rubio propone tazze, magliette, spille e felpe. E sul suo sito si trovano anche le cover per i cellulari (30 dollari) e un set completo da caffè: tazza, tazzina e thermos (guarda qui).

Molto “scarno” lo store di Rick Santorum: t-shirt (25 dollari), adesivi (10), spilletta (5) e targa plastificata. Tutto molto “ordinario” e scontato. Lo stesso si può dire per John Kasic, che non va oltre magliette, felpa, tazze e spillette. In più aggiunge un giubbetto senza maniche in vendita a 60 dollari (guarda qui).

Nulla in confronto con i tappetini per auto griffati Rand Paul (70 dollari) e il dispositivo blocca-spia, che oscura la webcam di tablet e pc (15 dollari). Un esempio di come si possa cavalcare l'ossessione anti Nsa (l'agenzia resa famosa da Edward Snowden).

L'ex governatore dell'Arkansas, Mike Huckabee, propone t-shirt (24 dollari), cartelli da giardino (10-15 dollari), spillette, polo (28), cappellino da baseball e una maglietta con uno slogan evocativo: “Defeat the Clinton Machine” (Sconfiggiamo la Macchina dei Clinton). Chi fosse interessato può acquistarla a 20 dollari (guarda qui).

Carly Fiorina, ex ceo di Hewlett-Packard, propone solo adesivi: vengono spediti a chi invia almeno 5 dollari. Peggio di lei fanno Chris Christie, Jim Gilmore e George Pataki e Lindsey Graham. Per loro neanche un oggetto in vendita. I simpatizzanti possono solo fare donazioni e sperare, se vogliono portarsi a casa un ricordo, di partecipare a un evento procurandosi almeno una maglietta o una spilla. Prodotti magari non ufficiali ma pur sempre apprezzati.

Veniamo ora al campo democratico. A dominare la scena, ovviamente, è Hillary Clinton. L'ex segretaria di Stato a 35 dollari vende magliette con il proprio logo personalizzate per ciascuno Stato. Poi altri oggetti: cornice per foto, borsa per la spesa, il telo mare e, per stimolare la fantasia delle mamme – e delle nonne – con dieci dollari si può prendere un simpatico stampo per dolcetti la cui forma è il logo della campagna di Hillary, la H con la freccia (guarda qui).

Bernie Sanders si limita al minimo indispensabile: adesivi, tazze, magliette e felpe (guarda qui).

Ancora meno offre Martin O'Malley: magliette, adesivi e cartelli di plastica (guarda qui).

Questi oggetti, dal più bello al più brutto, dal più costoso al più economico, non saranno indispensabili per la vittoria ma contribuiscono a dare colore – e sapore – alla campagna elettorale a stelle e strisce. E permettono, ai simpatizzanti, di partecipare. Sono importanti,ovviamente, anche sotto l'aspetto economico. La cosa più importante da vendere è "immateriale": il sogno. Uno dei sogni più grandi venduti ultimamente fu racchiuso in uno slogan, “Yes we can”. Barack Obama vinse grazie a queste tre parole e al messaggio (sogno) di cambiamento che racchiudevano. Il prossimo novembre scopriremo quale candidato avrà fatto sognare di più gli americani, conquistando la Casa Bianca. Una cosa è certa: la storia, un giorno, verrà raccontata anche grazie a una maglietta, un adesivo e ad una spilletta.

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Commenti
Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 25/12/2015 - 23:32

Negli USA i candidati al governo vendono oggetti ai cittadini per conquistare la presidenza. QUI IN ITALIA INVECE ABBIAMO AVUTO UN EX CAPO DI STATO COMUNISTA CHE HA VENDUTO LA DEMOCRAZIA ALLA SINISTRA DEL PD PER IMPEDIRE AGLI ITALIANI DI SCEGLIERE CHI DOVEVA GOVERNARE.