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Duterte provoca l'Onu: "Istituzione stupida e inutile"

Il presidente filippino Rodrigo Duterte minaccia di lasciare le Nazioni Unite, dopo che la Commissione dei diritti umani l’ha invitato a mettere fine agli assassinii mirati e agli omicidi extragiudiziali

Duterte provoca l'Onu: "Istituzione stupida e inutile"

Rodrigo Duterte, il nuovo presidente delle Filippine in carica dal primo luglio scorso, durante una conferenza stampa che si è svolta ieri a Davao, nel sud del Paese, ha definito le Nazioni Unite “un’istituzione stupida ed inutile”. Per questo, ha continuato, “potremmo andarcene presto e creare con la Cina e l’Africa una nuova ed efficiente realtà transnazionale”.

La minaccia del neopresidente arriva subito dopo l’invito ufficiale della Commissione dei diritti umani a mettere fine agli assassinii mirati e agli omicidi extragiudiziali contro spacciatori e consumatori di droga.

“Dove eravate mentre il mio Paese veniva distrutto dalla droga? Sempre da un’altra parte”, ha continuato il “Trump delle Filippine” o “Il giustiziere”, così come è stato soprannominato Duterte. “Avete fallito nell’affrontare il terrorismo, la fame nel mondo e le guerre in corso”, ha aggiunto il presidente filippino poco prima di concludere l’ennesima conferenza stampa dai toni decisamente al di sopra delle righe.

Secondo i dati ufficiali, diffusi oggi da Ronald Dela Rosa, capo della polizia del Paese, in meno di due mesi sono state giustiziate quasi 1800 persone. Più di 700 sono state uccise durante “seimila operazioni di polizia” e un migliaio sono state quelle “provocate da gruppi di vigilantes” dal grilletto facile. Fino a ieri, inoltre, sono stati arrestati oltre 10 mila spacciatori e consumatori di sostanze stupefacenti.

In un Paese che conta 3,7 milioni di tossicodipendenti, il contrasto allo spaccio è uno dei temi più sentiti dalla società filippina. Lo ha capito subito Rodrigo Duterte che, sin dall’inizio della sua compagna elettorale, ha fatto della lotta alla droga il suo cavallo di battaglia, promettendo di “combattere la criminalità a tutti costi” e di “eliminare il traffico di droga entro sei mesi”. Oggi, “Il giustiziere”, sembra determinato a portare a termine il suo impegno asfaltando chiunque tenti di frapporsi tra lui ed le priorità del suo governo.

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