Europa, iniziato il trasferimento dei carri armati Usa

1600 mezzi pesanti nel complesso olandese di Eygelshoven. La composizione finale dei quattro battaglioni di Atlantic Resolve a protezione dell'Europa.

Europa, iniziato il trasferimento dei carri armati Usa

Il Pentagono ha iniziato il trasferimento delle attrezzature pesanti nei quattro siti di stoccaggio identificati in Europa come parte dell’operazione della Nato Atlantic Resolve, “per rassicurare gli alleati di fronte ad una Russia assertiva”. E’ il più grande rafforzamento militare della Nato ai confini della Russia dai tempi della guerra fredda.

I quattro depositi sono situati in Belgio, Germania e Paesi Bassi. In prevalenza si tratta delle stesse strutture utilizzate durante la guerra fredda. Lo stoccaggio di 1600 mezzi pesanti nel complesso olandese di Eygelshoven, 500.000 metri quadrati compresi nove magazzini a temperatura ed umidità controllata, è già iniziato. La forza corazzata comprende carri armati M1 Abrams, veicoli da combattimento Bradley ed obici semoventi M109 Paladin. Abrams e Bradley sono consegnati armati, secondo le direttive emanate per una risposta rapida in caso di crisi. Il deposito olandese si trova presso l'ex base militare Eygelshoven vicino a Kerkrade. Inaugurata nel 1985 come base di supporto dell‘esercito statunitense contro una possibile invasione dell’Unione Sovietica in Europa, è stata dismessa nel 2006. Dallo scorso settembre, il Pentagono ha ripreso formalmente possesso dello base. I quattro impianti di stoccaggio, garantiranno agli USA la rapida disponibilità di seimila attrezzature pesanti. Il concetto noto come Army Prepositioned Stocks, prevede la distribuzione di scorte militari nelle aree strategiche del globo, con l'obiettivo di ridurre i tempi di risposta durante le possibili emergenze a livello mondiale. Ogni APS è supportato da uno specifico Army War Reserve Sustainment che garantisce le parti di ricambio e le attrezzature necessarie di supporto per i mezzi stoccati nei depositi. Il programma APS è gestito dal Sustainment Command. Quest’ultimo conferma che un importante sito di stoccaggio per attrezzature militare si sta sviluppando a Livorno. Per certi versi, non sarebbe azzardato paragonare le transizioni dei mezzi Usa in Europa ad una nuova fase POMCUS. Il Prepositioning Of Materiel Configured in Unit Sets prevedeva lo stoccaggio di materiale militare pre-posizionato in Germania Ovest durante la guerra fredda. Attualmente gli Stati Uniti hanno in Europa due brigate leggere basate sulla 173a Airborne Brigade ed il 2nd Stryker Cavalry Regiment.

La forza corazzata Usa in Europa

La brigata corazzata completa, basata su sette battaglioni, arriverà in Polonia il prossimo gennaio. Il primo battaglione formato da carri armati M1 Abrams, coprirà la regione Baltica tra l’Estonia e la Lettonia. Il secondo battaglione M1 Abrams, opererà in Germania. Due battaglioni di fanteria meccanizzata equipaggiati con i Bradley M2 e gli Abrams avranno un punto d’appoggio nella regione rumena e bulgara. Il comando di brigata sarà in Polonia, insieme ad altri due battaglioni: il primo di cavalleria corazzata ed il secondo di artiglieria da campo equipaggiato con obici semoventi M109 Paladin. Turnazione costante nella città polacca di Orzysz, vicino l'enclave russa di Kaliningrad. All’apice della guerra fredda, la Germania ospitava venti divisioni corazzate statunitensi, circa seimila carri armati. Dopo la fine della guerra fredda, iniziò il graduale ritiro dei mezzi pesanti americani fino ad arrivare, nel 2013, a 29 carri armati Abrams e 33 Bradley. Una forza pari al 60% della Brigata Aerea della Decima Divisione da Montagna, basata a Fort Drum, New York, raggiungerà la Germania entro il prossimo marzo. Circa 1750 soldati e sessanta velivoli tra CH-47 Chinook, UH-60 Blackhawk ed elicotteri Medevac, effettueranno turnazioni in Lettonia, Romania e Polonia. In totale, quasi seimila soldati statunitensi raggiungeranno l’Europa entro i prossimi quattro mesi.

Il battaglione inglese in Estonia

La Francia invierà in Estonia 300 soldati e cinque carri armati di terza generazione Leclerc oltre ad un numero imprecisato di VBCI. I soldati francesi saranno inquadrati nel battaglione inglese che sarà operativo in Estonia dalla prossima primavera. Londra invierà 800 soldati, quattro carri armati Challenger 2 ed un numero imprecisato di IFV Warrior, probabilmente nella versione pesante da trenta tonnellate. Il supporto logistico spetterà ai danesi. Il battaglione sarà schierato nella base di Tapa, nell'Estonia nordorientale, ex struttura sovietica di proiezione ed acquisita dall’ Estonian Defence Forces negli anni novanta. Francia ed Estonia, lo scorso maggio, hanno anche firmato un accordo bilaterale per la cooperazione informatica.

Il battaglione tedesco in Lituania

La Germania invierà in Lituania una formazione di carri armati Leopard 2. Il personale del battaglione sarà composto da mille soldati, 450-650 dei quali provenienti dalla Germania. Altri 300/500 soldati saranno schierati da Francia, Belgio e Croazia.

Il battaglione canadese in Lettonia

Il battaglione Nato sotto il comando canadese sarà di stanza in Lettonia entro il prossimo gennaio. Il personale sarà composto da circa mille soldati provenienti da Canada (450 soldati), Albania, Italia (140/160 soldati), Polonia e Slovenia.

I quattro battaglioni saranno sempre in rotazione ed agiranno sotto egida Nato. Il comando e controllo delle truppe spetterà al quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa. Ruoli logistici per i paesi che non potranno sostenere il dispiegamento di un battaglione.

I quattro battaglioni non possono e devono essere considerati come un efficace deterrente, considerando che migliaia di soldati russi e centinaia di blindati, potrebbero raggiungere le capitali baltiche entro sessanta ore. La Nato conferma una forza di reazione rapida formata da 40 mila soldati e da ulteriori unità che potrebbero trasferirsi nei paesi balitici ed in Polonia. Non si conosce ancora nel dettaglio la composizione di tale forza, ma verosimilmente si attiverebbe soltanto nel peggiore dei casi.

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