Gas dall’Algeria: cambiare tutto perché nulla cambi

L'Italia rinuncia al gas russo e ne cerca di nuovo. Ma le insidie sono molte

Gas dall’Algeria: cambiare tutto perché nulla cambi

“Cambio di rotta sul gas. Oggi è l'Algeria il nostro primo importatore”. Lo han detto i Tg nazionali e le ultime news di Google. Ma l’informazione non è completa. Prendere più gas dall’Algeria in chiave anti-Putin -sebbene i mala tempora- non scalfirà di molto il potere dello zarstranamore. L’Algeria è uno storico partner della Russia: Mosca ha sostenuto il Fronte di Liberazione Nazionale algerino quando combatteva per l’indipendenza dalla Francia, e avere sostegno dell’allora Urss era vitale. Durante la guerra d'indipendenza algerina l' Unione Sovietica aveva fornito assistenza militare, tecnica e materiale all'Algeria. La cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi è iniziata sin dagli anni '60 quando l'Algeria aveva bisogno di assistenza nella creazione di una base industriale nazionale e nello sviluppo di industrie come l'energia, l'estrazione mineraria e la metallurgia, l'ingegneria, la gestione dell'acqua. L'URSS è stato il primo Paese al mondo a riconoscere de facto il governo provvisorio della Repubblica algerina nell'ottobre 1960, e poi de jure il 23 marzo 1962, stabilendo relazioni diplomatiche con questo Paese. Nonostante le relazioni tra le due nazioni si siano interrotte negli anni '90 a causa della crisi economica della Russia, recentemente le relazioni sono migliorate. Ad oggi l’Algeria intrattiene ottime e vitali rapporti con la Russia di Putin.

La Federazione Russa ha concluso diversi accordi di armi con l'Algeria e nel marzo 2006 Vladimir Putin ha visitato Algeri per negoziare la liquidazione del debito dell'era sovietica. La Federazione Russa ha accettato di condonare il debito in cambio di un accordo dell'Algeria per l'acquisto di una certa quantità di beni industriali dalla Russia. La cooperazione tra i Paesi è aumentata nell'agosto 2006 con la firma di un Memorandum d'intesa tra Gazprom e Sonatrach, rispettivamente le società russe e algerine del gas naturale.

Inoltre, l’Algeria è il primo acquirente di armamenti russi nel Continente africano, armamenti e know-how militare spesso condivisi con il Fronte Polisario (Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro), il movimento politico e militare attivo dagli anni ’70 nella regione del Sahara Occidentale (ricca di fosfati) per la quale i suoi appartenenti rivendicano l’indipendenza dal Marocco attraverso la lotta armata. Anche gli Stati Uniti di Trump nel 2020 (quando il Regno alawita ha normalizzato in rapporti con Israele grazie agli storici Accordi di Abramo) hanno riconosciuto legittima la sovranità marocchina sul Sahara occidentale mentre il Fronte Polisario da Tindouf, città algerina nel sud del Paese dove il movimento ha fissato la sua sede, intrattiene rapporti con gli Hezbollah libanesi –la longa manus dell’Iran- che secondo Rabat fornisce armi e addestramento al Fronte Polisario. Questo uno il motivo della crisi diplomatica del 2018 tra Iran e Marocco che chiuse la propria ambasciata a Teheran ed espulse anche diplomatici iraniani dal Regno, incluso l'ambasciatore iraniano. In quell’occasione il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, dichiarò che “l’Iran e il suo alleato sciita libanese, Hezbollah, sostengono il Polisario addestrando e armando i suoi combattenti attraverso l’ambasciata iraniana in Algeria” –aggiungendo- “Hezbollah ha inviato ufficiali militari al Polisario e ha supportato il fronte con le armi addestrandolo alla guerriglia urbana”. Inoltre, secondo i servizi di intelligence marocchini, molti appartenenti al Fronte Polisario sono coinvolti nel narcotraffico, altri hanno legami con i terroristi islamici affiliati ad al Qaida nel Maghreb islamico, come gli appartenenti al gruppo locale salafita denominato Imarat Assahraa (l'Emirato del Sahara ) proveniente dai campi del Polisario che iniziò a svilupparsi proprio nel sud dell'Algeria; mentre il leader del Polisario, Brahim Ghali, è accusato di crimini che si sarebbero verificati tra il 1976 al 1989 ai danni di civili spagnoli e saharawi, e 13 ONG iberiche elencano più di 300 crimini terroristici condotti da Ghali e altri guerriglieri del Fronte Polisario tra il 1973 e il 1986. Inoltre, Ghali è attualmente oggetto di numerose denunce presentate alla giustizia spagnola da ex membri del Fronte Polisario per violazione dei diritti umani e crimini di terrorismo, stupro, sequestro di persone, torture, sparizioni forzate, di appropriazione indebita di aiuti umanitari, finanziari e materiali forniti da ONG, nonché da organizzazioni internazionali.

L’Algeria e i suoi partner portano con sé molti problemi, lo sa bene il premier spagnolo Sànchez, e l’Africa è un Continente dove la Russia è sempre più presente attraverso i mercenari del Gruppo Wagner, dal Sahel –dalla Guinea Bissau al Sudan passando per il Mali sempre più manifestanti da più di un mese scendono per le strade contro i propri governi ostentano cartelli e slogan pro-Russia, e anti-francesi- fino all’instabile Libia: tutte nazioni architrave della sicurezza delle frontiere europee. Prendere gas dall’Algeria può cambiare tutto senza che nulla cambi nei rapporti con Putin.

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