Germania, bufera sui nuovi test prenatali

In Germania il comitato medico federale ha dato il via libera all'esecuzione di test prenatali genetici molecolari per rilevare la probabile disabilità del nascituro. I critici: "è eugenetica"

In Germania il comitato medico federale ha dato il via libera all'esecuzione di test prenatali genetici molecolari, considerati non invasivi, per rilevare geneticamente la probabile disabilità del nascituro.

L'iniziativa del G-Ba (così viene chiamato il "Gemeinsame Bundesausschuss" che riunisce le compagnie assicurative di varie tipologie di medici e decide la gratuità o meno delle prestazioni sanitarie) prevede anche la diagnosi prenatale non invasiva chiamata Nipt, a spese dell'assicurazione sanitaria obbligatoria, un nuovo test di screening per ricercare la presenza della sindrome di Down nell'embrione durante la gravidanza.

La decisione tedesca, che diventerà effettiva entro la fine del 2020, se il Ministero federale della Sanità non si opporrà, prevede che un Nipt possa essere utilizzato in casi "giustificati" e previa consultazione medica utilizzando informazioni "assicurate". Lo scopo è quello di evitare, per quanto possibile, gli esami invasivi necessari per chiarire la questione della presenza di una trisomia 13, 18 o 21 e il rischio associato di aborto spontaneo.

"L'applicazione del Nipt può essere effettuata solo a determinate condizioni", ha affermato il Prof. Josef Hecken, presidente del Gemeinsamer Bundesausschuss. "Se esistono già risultati che richiedono l'amniocentesi o il campionamento dei villi coriali, il test non potrà essere eseguito a spese del Servizio Sanitario pubblico". Hecken ha ricordato che sono state chieste osservazioni in materia ad alcune società scientifiche, all'Associazione medica tedesca, al Consiglio etico tedesco, alla Commissione diagnostica genetica e sono arrivati 30 commenti.

Questa nuova possibilità sanitaria ha scatenato la reazione della Chiesa Cattolica di Germania e dei fedeli cattolici che seguono coerentemente gli insegnamenti morali cristiani. In particolare sono preoccupati dal fatto che questo test, sebbene sia presentato come uno strumento di supporto per le donne in gravidanza, sia già stato utilizzato in diversi paesi del mondo per porre fine alla nascita di bambini con sindrome di Down.

"La decisione influenza sensibilmente la protezione della vita non ancora nata", hanno affermato i vescovi di Germania attraverso una dichiarazione del loro addetto stampa Matthias Kopp. "Ogni gravidanza potrebbe essere preceduta da un esame non esclusivamente a fini terapeutici e automaticamente collegato alla domanda se la gravidanza debba o meno essere interrotta. I test diagnostici prenatali non invasivi aumentano quindi la tendenza a considerare la gravidanza come una gravidanza in prova. La facile accessibilità, il basso costo e l'elevata sicurezza dell'analisi del sangue riducono la soglia di inibizione e aumentano la pressione sulle donne affinché optino per l’aborto".

Anche alcuni deputati del parlamento tedesco hanno avvertito delle conseguenze mortali che può causare il via libera a tale misura sanitaria. Alessander Krauss, della Cdu, il partito di Angela Merkel, ha dichiarato che "il diritto alla vita delle persone con disabilità è gravemente danneggiato" perché "una volta scoperto nell'utero che il bambino ha una disabilità, viene condannato a morte".

In alcuni paesi europei, come Danimarca e Islanda, la possibilità di usufruire gratuitamente di tale test ha causato un aumento del numero di aborti e il numero di nascite di bambini con sindrome di Down è stato praticamente azzerato, praticando una sorta di "eugenetica". Tutto ciò nonostante il fatto che vi sia un margine di errore molto elevato, pari almeno al 18%, quando si tratta di individuare quel tipo di disabilità.

Krauss ha affermato che invece di fare pressioni sulle donne, "il governo dovrebbe pensare agli aiuti finanziari e al sostegno alle famiglie con bambini disabili. L'eliminazione di un gruppo dalla nostra società è ingiustificabile e assolutamente inaccettabile". Anche il deputato, medico, Rudolf Henke (Cdu) ha ricordato che "ogni vita umana merita di essere vissuta. A livello etico, ogni essere umano ha il diritto naturale di essere desiderato e accolto".

Lo scorso anno più di cento politici e alcuni ministri di Germania avevano espresso la loro contrarietà alla "liberalizzazione" delle diagnosi prenatali perché porterà ad una vera e propria forma di eugenetica. Dal 2016, attraverso il libro "Le prime vittime del transumanesimo", il presidente della Fondazione francese "Jérôme Lejeune", Jean Marie Le Méné, ha messo in guardia da questo nuovo "mercato della morte", spiegando che in Germania il terreno "è stata preparato da tempo, il percorso è stato segnato e le sentinelle per la vita sono state neutralizzate".

Attualmente sia in Francia (dove, senza alcun dibattito, il Consiglio consultivo etico nazionale e il Ministero della salute hanno introdotto il test) che in Spagna, oltre il 96% dei bambini con diagnosi di sindrome di Down negli ultimi anni è stato abortito. Nel paese iberico il test Sequenon, commercializzato come Maternit21plus, può essere eseguito privatamente per rilevare trisomie 21, 18 e 13, anche se il successivo aborto non sempre è consentito dalla attuale legge sull'aborto spagnola, che include l'esistenza di gravi patologie congenite per ricorrere a questa pratica.

Dalla Fondazione Jérôme Lejeune hanno fatto sapere che è evidente il chiaro scopo eugenetico di tali test, in contrasto con la dignità delle persone, con il principio di uguaglianza e con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Pablo Siegrist, direttore della sede spagnola della Fondazione "Jérôme Lejeune", ha rilanciato la "difesa dei più deboli dalla società, per costruire una comunità più pienamente umana. I legislatori dovrebbero preoccuparsi di promuovere un sostegno reale per le famiglie che ospitano persone con disabilità, piuttosto che incoraggiare l'annientamento degli embrioni che portano patologie cromosomiche o di altro tipo, come la sindrome di Down".

Lo scorso anno la Canadian Down Syndrome Society ha lanciato la petizione per riconoscere i portatori di questa sindrome "esseri viventi in pericolo d'estinzione", mentre il Presidente Usa Donald Trump ha spiegato che l'amministrazione americana continuerà ad affermare la parità di diritti e la dignità dei bambini con sindrome di Down, contro i "miti persistenti", i pregiudizi, le discriminazioni e gli aborti selettivi.

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Commenti

ohibò44

Lun, 23/09/2019 - 18:59

“rilevare geneticamente la probabile disabilità del nascituro” se anziché ‘probabile’ fosse scritto la ‘sicura’ disabilità, anche se sono contrario all’aborto capirei che dei genitori potessero sentirsi incapaci di sopportare una simile situazione ma che si possa decidere di abortire per un’eventualità è eugenetica. Ripeto anche in caso di certezza ci sono associazioni pronte a farsi carico del bambino ma capisco che si possa non avere il coraggio di partorirlo. Giudicare è facile.

Divoll

Lun, 23/09/2019 - 21:43

Per quanto sia super-contrario all'aborto in generale, faccio un'eccezione per quei poveretti che non potranno mai condurre una vita normale e per le loro famiglie, che dovranno farsene carico x sempre. Ho avuto modo di constatare che fanno una vita che non si augurerebbe nessuno.

cgf

Mar, 24/09/2019 - 00:30

neanche Josef Mengele era arrivato a pensare a questo come una prassi.