Giappone, il governo alle imprese: "Non assumete fumatori"

Diverse aziende e istituzioni pubbliche giapponesi hanno subito assecondato gli appelli governativi contro le assunzioni di fumatori

Il governo giapponese ha in questi giorni avviato una campagna di sensibilizzazione diretta a incoraggiare le aziende del Paese a “non assumere fumatori”.

Il ministero della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali ha dato inizio a una massiccia attività di comunicazione istituzionale, condotta attraverso le televisioni nazionali e le piattaforme social, in cui si asserisce che la normativa anti-discriminazioni sui luoghi di lavoro “non si applica ai tabagisti”. Alla luce di tale restrittiva interpretazione normativa promossa dalle autorità di Tokyo, le imprese sarebbero infatti “pienamente autorizzate” a negare opportunità di impiego agli individui affetti dal vizio delle sigarette, in quanto questi sarebbero suscettibili di “danneggiare l’economia nazionale”.

I pregiudizi per le attività produttive insiti nell’assunzione di un fumatore vengono quindi puntualmente elencati nella pubblicità indirizzata dal governo Abe alle imprese. In primo luogo, la salute cagionevole di un tabagista impedirebbe a costui di fornire un’elevata produttività ai suoi eventuali datori di lavoro. Attribuire un impiego a un amante delle sigarette, inoltre, metterebbe a repentaglio la salute dei colleghi del neo-assunto, in quanto costoro, stando a contatto con un individuo affetto da tale vizio, subirebbero gli effetti del fumo passivo. L’assunzione di un tabagista viene, di conseguenza, bollata dalla campagna comunicativa del governo come uno “svantaggio competitivo” per le imprese.

Takumi Nemoto, ministro della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali, ha rigettato con forza la tesi, sostenuta da diverse associazioni umanitarie, secondo cui l’iniziativa anti-tabagismo del governo incoraggerebbe l’“odio verso una determinata categoria di individui”. Egli, al contrario, ha evidenziato la bontà della pubblicità istituzionale in questione, volta, a suo dire, a contrastare una piaga sociale, il vizio del fumo, che presenterebbe nel Giappone di oggi “dimensioni più che preoccupanti”.

Il ministro ha poi salutato con entusiasmo il sostegno manifestato da importanti aziende nipponiche verso la recente strategia comunicativa dell’esecutivo Abe. Tra i gruppi societari che hanno deciso di seguire immediatamente gli appelli governativi contro le assunzioni di fumatori vi sono la compagnia di assicurazioni Sompo Japan Nipponkoa Himawar, la catena alberghiera Hoshino Resorts e l’operatore della grande distribuzione Rohto Pharmaceutical Co. Anche diverse istituzioni educative hanno recepito le sollecitazioni anti-tabagismo da parte delle autorità. Ad esempio, l’università statale di Oita ha deciso, assecondando la propaganda salutista dell’esecutivo di Tokyo, di aprire canali preferenziali, nelle procedure di selezione di docenti e ricercatori, a vantaggio di persone non affette dal vizio delle sigarette.

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