I paradossi del clima: l'inquinamento rallenta il riscaldamento globale

Uno studio autorevole pubblicato su Geophysical Research Letters asserisce infatti che "le emissioni di solfato, specialmente da India e Cina, potrebbero star ritardando il riscaldamento da gas serra"

I paradossi del clima: l'inquinamento rallenta il riscaldamento globale

La realtà sul clima è molto più complessa di quanto Greta Thunberg e i seguaci del climaticamente corretto non dicano. Come spiega in una nota diplomatica pubblicata su Italia Oggi James Hansen, astrofisico e climatologo statunitense di fama mondiale, professore presso la Columbia University e noto per le sue ricerche sul riscaldamento globale, sul clima c'è un elemento quasi paradossale che emerge da uno studio autorevole: l'inquinamento prodotto da Cina e India, in particolare, starebbe rallendando il riscaldamento globale. "L'idea che l'inquinamento asiatico ci stia proteggendo dagli effetti peggiori del riscaldamento globale può esser controintuitiva, ma è possibile che sia proprio così" osserva Hansen. Lo studio pubblicato su Geophysical Research Letters (Climate Impacts From a Removal of Anthropogenic Aerosol Emissions) asserisce infatti che "le emissioni di solfato, specialmente da India e Cina, potrebbero star ritardando il riscaldamento da gas serra".

Come spiegano gli autori dello studio citato da Hansen, "la rimozione dell'insieme di queste emissioni aerosol dal mondo potrebbe aggiungere 0,7 °C alle temperature globali". È da notare, sottolinea il climatologo americano, "che dal 1975 la temperatura media terrestre è aumentata finora di solo 0,6 °C". Gli autori osservano inoltre che: "Troviamo l'emisfero settentrionale più sensibile alla rimozione degli aerosol che dei gas serra perché è lì che gli aerosol sono emessi oggi. Ciò significa che importa non solo il raggiungimento dei target climatici internazionali, ma anche come li raggiungiamo". In altre parole, afferma James Hansen, le idee semplificate di matrice anti-industriale su come bloccare il riscaldamento globale potrebbero essere pericolose. "Forse- spiega - sarebbe bene sapere cosa stiamo facendo prima di muoverci".

Insomma, il tema dei cambiamenti climatici è tutt'altro che semplice. "Una delle opzioni di Facebook - ricorda Hansen - è la possibilità di indicare (almeno nella versione inglese) la propria condizione sentimentale con l'espressione It's complicated, è complicata. La stessa definizione si applica ai tentativi umani di prendere il controllo del clima". E tutto si può dire del climatologo tranne che sia un "negazionista": "È indubbio che la superficie terrestre si stia riscaldando, sarebbe attualmente più calda di circa 1,1 °C rispetto all'epoca pre-industriale". Anche se, osserva, "per enfatizzare l'urgenza degli interventi prospettati, si tende e dimenticare che nei 35 anni tra il 1940 e il 1975 la temperatura terrestre era invece in modesta diminuzione, malgrado l'aumento spettacolare dell'inquinamento e delle emissioni carboniche con il boom economico del Dopoguerra".

Altro che "scienza", dunque: il catastrofismo ambientalista di Greta Thunberg, come abbiamo già avuto modo di appurare, ha assunto i caratteri di un fenomeno più "populista" che scientifico: tant'è che gli studiosi e gli esperti che non si adeguano al climaticamente corretto hanno cominciato a rialzare la testa e stanno facendo sentire la loro voce, invitando l'opinione pubblica a non farsi persuadere dagli slogan apocalittici.

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