I piccoli continui passi verso il benessere

Se i dati confermeranno che entro il 2020 la Cina è riuscita a far nascere una società moderatamente benestante, vorrà dire che la sua povertà millenaria sarà completamente scomparsa

L a povertà è da sempre una delle sfide più dure, tanti paesi lottano per ridurla e migliorare le condizioni sanitarie. Nella programmazione che caratterizza l’azione amministrativa cinese il 2020 è stato l’anno conclusivo del tredicesimo piano quinquennale, con cui la Cina ha puntato alla costruzione di una società moderatamente prospera ed a una lotta decisiva per la riduzione della povertà. Nel 2019 in tutto il paese c’erano ancora 340 contee, per un totale di oltre dieci milioni di persone, che versavano in una povertà da cui gli abitanti sono stati ora finalmente affrancati. Sebbene l’epidemia di coronavirus abbia portato nuovi ostacoli, la Cina è stato il primo paese a riportare l’epidemia sotto controllo, promuovendo la ripresa del lavoro e della produzione, ottenendo progressi constanti nella riduzione della povertà.

Riparati chilometri e chilometri di strade montane

“Per diventare benestanti, bisogna prima riparare le strade”, “Con le strade aperte, tutte le industrie prosperano”, “Per ridurre la miseria, prima i trasporti”… Proverbi che suonano familiari e ci raccontano il valore fondamentale del sistema viario per un duraturo sviluppo. La contea autonoma dell’etnia Yao di Dahua, nella provincia del Guangxi, è una zona montuosa con un terreno aspro e strade spesso inservibili, i funzionari della FAO che l’hanno visitata l’hanno considerata “il luogo più inospitale per gli esseri umani dopo il deserto”. Qui vivono tuttavia quasi ventimila persone, quasi tutti Yao, le strade sono inservibili, niente export e l’economia rurale non può progredire. Dal 2016 il governo e la popolazione locale hanno voluto superare le difficoltà figlie del terreno accidentato e hanno costruito (o ristrutturato) strade di montagna per un totale di oltre 2000 km. Le condizioni di vita degli abitanti e la produttività sono in tal modo fondamentalmente migliorate. Nell’ottobre del 2019, dopo l’apertura dell’autostrada, la popolazione locale ha demolito le vecchie case pericolanti costruendone di nuove e dopo diversi mesi di duro lavoro, alla vigilia del Capodanno cinese del 2020, tutta la popolazione locale di etnia Yao si è felicemente trasferita nelle nuove abitazioni. Lo sviluppo viario, come si vede, è una delle grandi imprese nell’ambito della lotta alla povertà in Cina. Le strade, attorcigliate su se stesse tra dirupi e precipizi, sono state completate o rese percorribili diventando arterie che collegano le zone montuose povere con il mondo esterno. È così finita l’epoca in cui la popolazione locale doveva trasportare le merci a spalla e attraversare a piedi le montagne per poterle vendere. Le strade che portano sostentamento e prosperità, beneficiando la popolazione autoctona, sono anche le strade della speranza per le zone montuose più povere.

Completato il trasferimento per alleviare la povertà

Quando le condizioni ambientali rendono difficile la sopravvivenza, il trasferimento in un’altra area diventa l’opzione efficace di contrasto alla povertà, si fa leva classicamente sul reinsediamento in altri luoghi di persone che abitano in aree povere prive delle condizioni minime per la vita, al fine di migliorarne l’esistenza, ampliarne i canali di reddito e liberarle gradualmente dal bisogno. Ed è per questo che durante il tredicesimo piano quinquennale la Cina ha realizzato il trasferimento di circa dieci milioni di persone. La contea di Dazhu della città di Dazhou si trova nella parte orientali del Sichuan, nelle vicinanze dell’area montuosa di Qinba. La topografia locale inibisce la costruzione di infrastrutture pubbliche, da generazioni chi vive qui non ha l’occasione di un riscatto dalla miseria. Nel 2017 la contea ha perciò attuato con successo una delocalizzazione su base volontaria. Col trasferimento in residenze più vivibili, le condizioni di vita delle famiglie ricollocate sono visibilmente migliorate: habitat elevato, strade pianeggianti e pulite, palestra, supermercato, biblioteca, asilo... c’è tutto il necessario. Occorre non solo far sì che alle famiglie povere sia assegnato un luogo più vivibile, ma anche che si spostino volontariamente e che dopo il trasferimento vivano meglio. Nel processo di trasferimento la contea di Dazhu ha appositamente abbinato il reinsediamento allo sviluppo industriale e alla formazione professionale, affrontando così il tema dell’occupazione delle persone ricollocate, migliorandone notevolmente il senso di appartenenza e la soddisfazione.

Industrie specializzate aiutano nella riduzione della povertà

Nella zona montuosa di Xiangxi, l’aria è particolarmente fresca dopo la pioggia. Su entrambi i lati di un’ampia strada di pietra si trovano le palafitte ristrutturate dell’etnia Miao che punteggiano campi coltivati, frutteti e risaie. Gli abitanti del villaggio passeggiano piacevolmente sorridendo ai passanti. Siamo nel villaggio di Shibadong, nella prefettura di Xiangxi, Hunan, che una volta fu ispezionato anche dal Segretario generale Xi Jinping. Le infrastrutture del villaggio erano arretrate, le strade non percorribili e scarsi i terreni coltivabili. Quasi tutti i giovani migravano in città per trovare lavoro, lasciando soli gli anziati ed i bambini. Negli ultimi anni però, la riduzione mirata della povertà ha cambiato la fisionomia del villaggio, che ha sviluppato industrie specializzate nel settore dell’allevamento, dell’agricoltura tradizionale, del ricamo Miao e del turismo rurale. Il reddito netto pro capite degli abitanti del villaggio è arrivato a superare i 12128 yuan, rispetto ai 1668 yuan del 2013. A livello di infrastrutture sono state completate le reti idrica ed elettrica, la copertura wifi in tutto il villaggio e sono stati sviluppati anche i trasporti. Oggi i giovani lavoratori tornano al villaggio e da fuori arrivano anche i turisti. Dall’inizio della politica di riforma e apertura, la popolazione indigente in Cina è diminuita dai 770 milioni del 1978 a circa 5 milioni e mezzo alla fine del 2019. La lotta della Cina contro la povertà viene considerata “una delle più grandi imprese nella storia dell’umanità”. Dietro ai numeri ci sono innumerevoli famiglie che vanno verso una vita migliore. In un commento The Economist ha sostenuto che “la Cina è un eroe” della riduzione della povertà. Se i dati confermeranno che entro il 2020 la Cina è riuscita a far nascere una società moderatamente benestante, vorrà dire che la sua povertà millenaria sarà completamente scomparsa e la storia di questo successo porterà speranza nel mondo.

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