Iran, missili balistici contro bersagli dello Stato islamico in Siria

L'Iran ha lanciato sei missili balistici a corto raggio nell’area di Al-Bukamal, in Siria: "Abbiamo vendicato l'attacco di Ahvaz"

Iran, missili balistici contro bersagli dello Stato islamico in Siria

L’Iran ha lanciato sei missili balistici contro obiettivi dello Stato islamico identificati in Siria come rappresaglia per l’attacco avvenuto il 22 settembre scorso ad Ahvaz. E’ quanto si legge in una nota ufficiale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

"Il quartier generale dei responsabili dell’attacco di Ahvaz è stato colpito da diversi missili balistici lanciati dal ramo aerospaziale dei Guardie della Rivoluzione. Sulla base dei primi rapporti preliminari, molti terroristi takfiri ed i leader responsabili del criminale attacco di Ahvaz sono stati uccisi o feriti”.

Il termine takfiri, deriva dalla parola araba utilizzata per anatema. Le autorità iraniane lo utilizzano per identificare i jihadisti sunniti, incluso lo Stato islamico. Il 22 settembre scorso, 24 persone sono state uccise in un attentato avvenuto durante una parata militare che si stava svolgendo ad Ahvaz, nel sud-ovest dell'Iran. Sia lo Stato islamico che il gruppo separatista iraniano Ahvaz National Resistance hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco. Il presidente iraniano Hassan Rouhani aveva promesso una risposta “schiacciante" per rappresaglia.

Iran: I missili balistici lanciati

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha lanciato sei missili balistici a corto raggio Zolfaghar e Qiam dalla provincia occidentale di Kermanshah. I bersagli sono stati identificati nell’area di Haijin, a nord della città di Al Bukamal, vicino al confine iracheno. Dopo la prima ondata missilistica, l'IRGC ha continuato a colpire l'area con sette droni Saeqeh armati con sistemi miniaturizzati di precisione Sadid-345.

I droni dell’Iran

L'Iran produce diversi sistemi a pilotaggio remoto, alcuni dei quali utilizzati in missioni di combattimento in Siria. La classe Simorgh è la versione iraniana del drone statunitense RQ-170, piattaforma di sorveglianza persistente in ambiente nemico. In base alla scarsissime info ufficiali disponibili il Sentinel, propulso da una una versione altamente modificata del motore a reazione TF-34 della General Electric, non è armato. Teheran sostiene di essere riuscito a decodificare la tecnologia del Sentinel, drone della Cia che, secondo la Repubblica islamica sarebbe stato catturato nel dicembre del 2011. Il Sentinel sarebbe stato hackerato a distanza dopo essere entrato nello spazio aereo iraniano dal suo confine orientale con l'Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno inizialmente dichiarato di aver perso un drone vicino al confine afghano per poi confermare il malfunzionamento del Sentinel e la distruzione automatica della tecnologia sensibile. Per il Pentagono, l’Iran non sarebbe in grado di svelare la tecnologia del Sentinel, a causa dei protocolli di sicurezza inseriti nei droni che operano sul territorio ostile. Nel settembre del 2013, Teheran comunica di aver completato il processo di reingegnerizzazione del Sentinel, annunciando la vendita a terzi della tecnologia acquisita.

Il 27 ottobre del 2013, le Guardie Rivoluzionarie iraniane presentano in Russia un aereo spia senza pilota che - secondo Teheran - deriverebbe da un processo di reingegnerizzazione di un drone statunitense catturato nel 2012.

Nel dicembre del 2012 Teheran afferma di aver catturato almeno tre velivoli senza pilota ScanEagle. Il processo di reingegnerizzazione sarebbe avvenuto proprio dagli UAV catturati. L'esercito americano ha sempre negato di aver perso ScanEagle sull'Iran, tuttavia i media canadesi, citando documenti ufficiali, hanno confermato la perdita di almeno uno ScanEagle nel Mar Arabico nel 2012. Sempre dalla Marina canadese però, smentirono categoricamente che il drone perso fosse stato recuperato dall'Iran.

Lo ScanEagle è un UAV a basso costo, prodotto da una società controllata dalla Boeing. Pesa venti chilogrammi, ha un'apertura alare di 3,1 metri e può restare in volo per 22 ore ed otto minuti.

Nel maggio del 2014, la televisione di Stato iraniana mostra le prime immagini di una replica del drone statunitense RQ-170 Sentinel. "Il Saeqeh, ultimo drone della classe Simorgh, è in grado di colpire simultaneamente fino a quattro bersagli con bombe intelligenti e con millimetrica capacità, nel campo UAV siamo alla pari con gli americani. Anzi, nella tecnologia stealth gli americani stanno cercando di rimanere al nostro livello". Il 20 novembre del 2014 l'Iran annuncia il primo volo del Saeqeh. Almeno dieci Saeqeh sono in servizio dal 2016 con le Guardie Rivoluzionarie. L’Iran ha maturato una notevole esperienza nel campo della reingegnerizzazione, gran parte della quale fornita proprio dagli Usa nel periodo in cui i rapporti tra Teheran e Washington erano ottimi. Da allora, l'Iran è stato in grado di acquistare pezzi di ricambio per gran parte del suo hardware americano e ha dovuto ricorrere alla reingegnerizzazione per tenerlo in funzione. L’Iran riceve sostegno tecnologico da Corea del Nord, Russia e Cina.

Iran: missile balistico a corto raggio Zolfaghar

La famiglia Fateh-110

Il missile balistico a corto raggio Zolfaghar è un sistema d’arma monostadio a combustibile solido appartenente alla famiglia Fateh-110. Il Fateh-110 è un missile balistico monostadio a corto raggio a propellente solido. In servizio dal 2004, è probabilmente un’evoluzione del sistema Zelzal-2. Dovrebbe avere un raggio di 300 km per un carico utile di 500 kg. Il missile su lanciatore mobile è lungo 8,86 metri, un diametro di 0,61 metri e pesa 3.450 kg. Il Fateh-110 utilizza un sistema di guida inerziale con correzione GPS per una probabilità di errore circolare inferiore ai cento metri. L’Iran avrebbe sviluppato diverse versioni del Fateh designate come A-110A / Fateh 2 e A-110B / Fateh 3. La configurazione 110-D1 di quarta generazione è stata svelata nell'agosto del 2012: implementa un nuovo sistema di guida con la medesima portata delle precedenti versione, circa 300 km. Due le variante anti-radar del missile Fateh denominate Hormuz-1 e Hormuz-2. La variante anti-nave del Fateh è denominata Khalij Fars. Quest'ultimo implementa un cercatore elettro-ottico per colpire bersagli in movimento. La capacità antinave dell'Iran è stata confermata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nel 2014. Il 25 settembre del 2016, l’Iran ha svelato il nuovo missile balistico Zolfaghar, variante della famiglia Fateh-110 con un raggio di 700 km. Può essere armato con una testata convenzionale ad alto esplosivo o a grappolo con submunizioni interne. Secondo le valutazioni occidentaliLa probabilità di errore circolare del missile balistico Zolfaghar è di 50-70 metri.

Iran: Missile balistico a corto raggio Qiam-1

Il Qiam-1 è un missile balistico a corto raggio a combustibile liquido: E' stato progettato per ridurre notevolmente i tempi di preparazione al lancio rispetto ai modelli che utilizzano i medesimi propellenti. il Qiam-1 è una versione indigena monostadio dello Shahab-2 con un’autonomia stimata di 800 km ed un carico utile di 750 kg. Può essere armato con testata convenzionale ad alto esplosivo, a grappolo o nucleare. Il veicolo di rientro del Qiam-1 è il medesimo che abbiamo già identificato nel Ghadr-1 ed Emad, varianti dello Shahab-3. Il disegno della testata, tradizionalmente associato ad asset con carico utile nucleare, è concepito per aumentare la precisione del veicolo di rientro e per raggiungere velocità terminali più elevate.

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