Israele, Tzipi Livni lascia la politica: "Le mie idee sono obsolete"

Dopo avere ribadito che nella politica israeliana non ci sarebbe "più spazio" per le sue idee, la Livni ha lanciato un duro attacco verbale al premier uscente Netanyahu

Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri israeliano, ha annunciato in questi giorni il proprio "addio alla politica". Nei mesi precedenti, la donna, sessant'anni di età, aveva assicurato che, alle elezioni nazionali di aprile, avrebbe "corso da sola", guidando il proprio partito centrista Hatnua. La recente dichiarazione costituisce quindi, per la Livni, una brusca "marcia indietro".

Durante una conferenza stampa indetta ultimamente a Tel Aviv, costei, attiva in politica dal 1999, ha comunicato ai media il "ritiro" della propria candidatura alle imminenti consultazioni e, contestualmente, il suo "addio" a un dibattito pubblico israeliano ormai caratterizzato da "questioni sconnesse dai veri bisogni del Paese". La donna, a capo della diplomazia dello Stato ebraico dal 2006 al 2009, ha infatti affermato che nessuno degli esponenti dei vari partiti locali avrebbe più a cuore la "pace tra Israeliani e Palestinesi". La sessantenne si è in passato ripetutamente battuta per il prosieguo dei negoziati tra Gerusalemme e Ramallah, in quanto, a suo avviso, soltanto la via diplomatica, non l'opzione militare, avrebbe potuto garantire in maniera duratura la sicurezza del Paese mediorientale.

L'ex ministro ha quindi ammesso di avere maturato la decisione di lasciare la politica dopo avere constatato l'"inarrestabile perdita di interesse" da parte dell'opinione pubblica israeliana circa il tema del dialogo con i rappresentanti palestinesi. La Livni ha infatti evidenziato che, attualmente, i cittadini e le forze politiche considererebbero prioritari temi quali il "contrasto alla minaccia iraniana", il "caro vita" e l'"immigrazione".

Di conseguenza, il rafforzamento dei legami con gli esponenti moderati del governo Abu Mazen, una delle priorità del programma elettorale della sessantenne, sarebbe divenuto, a detta di costei, "irrimediabilmente obsoleto" agli occhi della popolazione. Il disinteresse dei cittadini verso i temi propugnati dall'ex ministro è stato più volte certificato da recenti sondaggi, i quali hanno stroncato le ambizioni della Livni assegnando al partito di quest'ultima, intento a condurre una propaganda "lontana dalle esigenze concrete del Paese", "zero seggi" nel parlamento che uscirà dalle consultazioni di aprile.

Dopo avere ribadito che nella politica israeliana non ci sarebbe "più spazio" per le sue idee, l'esponente centrista ha lanciato un duro attacco verbale al premier uscente Netanyahu. Costei ha infatti affermato che, per colpa del leader del Likud, la democrazia nello Stato ebraico sarebbe "in grave pericolo". Ad avviso dell'ex capo della diplomazia israeliana, gli attacchi del primo ministro alle istituzioni democratiche nazionali sarebbero rappresentati dalle "continue e ingiustificate offese" rivolte dall'entourage di Netanyahu a carico della "magistratura" e degli "organi di informazione".

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