Non solo ha un nome ma ha pure ammesso di aver agito "in nome dell'Isis". Il killer di Istanbul, catturato dalle forze speciali turche, è l'uzbeko Abdulghadir Masharipov. È lui ad aver sparato sulla folla, nella discoteca Reina, sulle rive del Bosforo, uccidendo 39 persone.
Nato in Uzbekistan nel 1983, è stato arrestato dopo una caccia all’uomo senza quartiere andata avanti per 17 giorni, ha ammesso le proprie responsabilità e confessato di essersi addestrato in Afghanistan. Si nascondeva nella casa di un amico kirghizo insieme al figlio di 4 anni. Con lui sono finite in manette quattro persone: oltre all’amico kirghizo, tre donne di nazionalità somala, egiziana e senegalese. Il governatore di Istanbul ha confermato che si è trattato di un’indagine molto complessa. Secondo la stampa turca, per arrivare a individuare il covo la polizia e gli uomini dell’antiterrorismo hanno analizzato 100mila ore di registrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate nella città.
Preso a Istanbul il terrorista della strage di CapodannoPrima dell’arresto Masharipov era sfuggito per tre volte alla cattura (una volta per un soffio: nella casa era stata trovato il mozzicone ancora fumante di una sigaretta accesa). La polizia sapeva da tre giorni del suo ultimo nascondiglio, ma si è limitata a tenerla sotto sorveglianza per verificare chi la visitasse, prima di lanciare l’operazione d’arresto.
La polizia turca ha reso noto che il terrorista parla quattro lingue ed è una persona "colta". Nel blitz della polizia sono stati sequestrati anche carte telefoniche, due pistole, un drone e 197mila dollari statunitensi.
Il premier turco Binali Yildirim rivela che le indagini sull'attentato sono ancora in corso. "Li riveleremo quando sarà il momento. È importante per noi determinare le forze che sono dietro l'attentato. Stiamo valutando ulteriori informazioni di intelligence - ha proseguito - ma è molto chiaro che l'attacco è stato eseguito per contro dell'Isis".
