L'evoluzione di al-Baghdadi: da capo di Stato a leader ribelle

La figura di al-Baghdadi si è evoluta da capo di uno "Stato" geograficamente localizzato a leader ribelle di una organizzazione terroristica globale

L'evoluzione di al-Baghdadi: da capo di Stato a leader ribelle

Quali informazioni possiamo estrapolare dal primo video di Abu Bakr al-Baghdadi dopo oltre cinque anni di assenza? Cerchiamo di estrapoliamo i dati possibili e confontiamoli con gli indizi che la stessa organizzazione terroristica ci ha dato in passato. Proveremo a ricostruire una continuità temporale e a dare qualche ulteriore risposta.

Stato islamico: tra Osint e spoiler

Abu Bakr al-Baghdadi è vivo?

Il protagonista del video intitolato In the Hospitality of the Emir of the Believers, diffuso lunedì scorso da Al-Furqan Media, ala mediatica dello Stato islamico, potrebbe essere Abu Bakr al-Baghdadi. In realtà non abbiamo una conferma indipendente (non dobbiamo lasciare credere al cervello tutto ciò che vediamo). In questo caso presumiamo che l'uomo nel video sia proprio al-Baghdadi. In effetti lo Stato islamico ci ha dato diversi spoiler in passato, legati proprio allo stato di salute del califfo autoproclamato. L'ultimo in ordine di tempo il 19 marzo scorso, nell'ordine di attacco per vendicare la strage in Nuova Zelanda letto da Abu Hassan al-Muhajir, portavoce dello Stato islamico. Riferendosi ad al-Baghdadi, Al-Muhajir utilizzò la frase "Possa Dio preservarlo". Si tratta di una frase standard utilizzata dalle organizzazioni terroristiche per una persona in vita.

Perchè mostrarsi al mondo?

Per l'uomo più ricercato del mondo, qualsiasi legame con il mondo esterno rappresenta una vulnerabilità, un vettore possibile per le agenzie di intelligence per la sua identificazione ed eliminazione. Al-Baghdadi ha pensato che era giunto il momento di mostrarsi vivo alla comunità globale forgiata dallo Stato islamico, correndo il rischio. Al-Baghdadi, quindi, ha agito nell'interesse di un'organizzazione e non come individuo. Per intenderci. Questo è quello che vuole che i suoi seguaci pensino.

Perché al-Baghdadi si è presentato in modo trasandato?

L'ultima volta che lo abbiamo visto, al-Baghdadi stava celebrando la nascita dello Stato islamico. Nel video di 18 minuti, al-Baghdadi si è mostrato al mondo con una barba (colorata) non curata e con un abbigliamento diverso da quello indossato nel 2014 nella Moschea al-Nuri, a Mosul. Durante la lettura del suo sermone, il califfo si presentò al mondo con una preziosa tunica nera con al polso un costoso orologio alla James Bond (visibile nella foto a destra). Perché al-Baghdadi si è presentato dopo cinque anni di assenza in modo trasandato? La spiegazione la troviamo in Give Glad Tidings to the Patient. "Dà la Buona Novella a Coloro che Perseverano”, è la citazione del verso 155 della Surah Al-Baqarah. Il messaggio è stato diffuso sulla rete il 22 agosto scorso, per celebrare la festa musulmana di Eid al-Adha. Il nuovo al-Baghdadi è compatibile con l'evoluzione dello Stato islamico, passata da organizzazione centralizzata a rete terroristica clandestina, annunciata proprio dal califfo in Give Glad Tidings to the Patient. Quel soggetto nella foto a sinistra, si è evoluto da capo di uno "Stato" geograficamente localizzato a leader ribelle di una organizzazione globale. Abu Bakr al-Baghdadi si doveva presentare così al mondo, con una barba che strizza l'occhiolino agli albori dell'Islam (il riferimento alla guida religiosa), coerentemente con la linea temporale evolutiva annunciata gradualmente in questi anni. Una evoluzione annunciata dallo stesso al-Baghdadi, ma dalle origini ben più remote. Fin dal 2014, infatti, lo Stato islamico ha pianificato la perdita dei suoi territori conquistati. Concetti che si ispirano alla tattica asimmetrica applicata ad una guerra lampo di conquista contro preponderanti forze nemiche. Quindi l’incapacità materiale di mantenere nel tempo i territori. Quello che vediamo in foto, non è un al-Baghdadi vestito così soltanto perchè si ispira a Bin Laden ed Al Zarqawi (probabilmente più a quest'ultimo), ma perché frutto di una graduale evoluzione.

Il punto sulla barba

Nel mondo arabo e musulmano, la barba ha un significato particolare. I salafiti, ad esempio, amano le loro barbe, lasciando spesso il labbro superiore rasato in riferimento allo stile del profeta Maometto (nel Corano non si parla espressamente del suo stile se non riferimenti al fitrah). Tuttavia sono più rigide nozioni di mascolinità e simboli di rispetto che veri diktat religiosi. Ovviamente non esiste un problema con le barbe musulmane. La maggior parte dei preti e dei monaci cristiani copti, ad esempio, ha delle barbe lunghe. Sono in molti, però, ad associare le barbe all'Islam. Ovviamente la barba non è limitata alle persone religiose.

Dove è stato filmato il video?

L'intero girato di 18 minuti, è ambientato all'interno di una piccola stanza (questo è quello che ci vogliono fare credere), trasformata in avamposto operativo. Tale scelta non è casuale. Se da un lato al-Baghdadi testimonia al mondo di essere ancora vivo ed al comando dell'organizzazione terroristica, dall'altro la scelta di quella piccola stanza è coerente con le parole utilizzate nel video. Al-Baghdadi, compatibilmente con i testi ufficiali e strategici precedentemente rilasciati dal movimento, nel video diffuso lunedì scorso ha parlato della guerra contro i crociati. Le Crociate durarono secoli. Baghdadi, però, ha affermato che la jihad continuerà fino alla fine dei giorni. Quello mostrato In the Hospitality of the Emir of the Believers è un Ribat, un avamposto di frontiera. Quella parola fu utilizzata per la prima volta su Rumiyah, in preparazione del Ramadan del 2014. Ribat/Ramadan è divenuto un binomio linguistico costante nei testi strategici dello Stato islamico. Con il termine Ribat ci si riferisce ad un avamposto di frontiera ai confini del mondo islamico. Una struttura fissa in grado di assolvere ad un duplice scopo di natura spirituale e militare. Nella raffigurazione moderna della jihad con la scrittura islamica classica, frasi come Fare Ribat si ripetono costantemente nei testi e nei messaggi dei terroristi.

Da capo dello Stato islamico a leader ribelle

Il binomio al-Baghdadi/Bin Laden

L'attuale evoluzione del personaggio di Abu Bakr al-Baghdadi, è assolutamente compatibile con i testi strategici del movimento pubblicati in questi anni. Nel video In the Hospitality of the Emir of the Believers, vediamo un leader ribelle di una organizzazione terroristica in un avamposto operativo. Un capo ribelle che valuta la situazione globale ed accetta pegni di lealtà (bayat). Infine ritorniamo sul binomio al-Baghdadi/bin Laden. Al-Baghdadi non ci ha ancora dimostrato di avere una visione più completa e strategica su come adattarsi ad un panorama in evoluzione. A differenza di bin Laden che, invece, elaborava tattiche e strategie. Questi sono alcuni dei dati che abbiamo estrapolato dal video. Per concludere. Alla fine Baghdadi potrebbe aver ottenuto tutto ciò che voleva: dimostrare al mondo ed ai suoi seguaci di essere in vita, lanciando un messaggio di speranza. Sarebbe anche l'ultimo tassello. La narrativa dello Stato islamico, infatti, ha già ben delineato il ruolo dell’attuale generazione, destinata a non poter assistere al compimento delle profezie di epoca abbaside riguardanti la fine del mondo.