McDonald’s licenzia il Ceo Steve Easterbrook: ha avuto una relazione con una dipendente

L’amministratore delegato della catena di fast food, divorziato e dal 2015 ai vertici della società, si è poi dimesso dal consiglio di amministrazione

Steve Easterbrook, l’amministratore delegato di McDonald’s, è stato licenziato dalla società a causa della sua relazione consensuale con una dipendente della catena di fast food. Come reso noto dal Wall Street Journal, Easterbrook si è poi dimesso dal consiglio di amministrazione, ammettendo in una mail inviata a tutti i dipendenti di aver violato le politiche aziendali.

È stato un errore – ha ammesso il Ceo – dati i valori dell’azienda, è opportuno che io mi faccia da parte”. Il suo ruolo è ora passato a Chris Kempczinski, già manager della sezione degli Stati Uniti dell’azienda.

Easterbrook, 52 anni, è nato e cresciuto a Watford e ha iniziato la carriera in McDonald’s nel 1993 da manager a Londra. Dopo un periodo passato come Ceo di PizzaExpress e poi di Wagamama, nel 2013 è tornato a McDonald’s, dove aveva ereditato il posto di ad da Don Thompson dal 2015.

McDonald’s, il Ceo Easterbrook viola il codice etico

La sua retribuzione da Ceo è aumentata con il valore delle azioni di McDonald’s, che hanno chiuso venerdì a 194 dollari. Il suo compenso ha raggiunto il picco nel 2017 per un totale di 21,8 milioni di dollari, di cui 9,1 milioni in incentivi. Il Ceo ha guidato McDonald’s in un aggressivo piano di modernizzazione della compagnia, che sotto la sua guida ha rimodellato i negozi della catena includendo i menu digitali (compreso l’hamburger senza carne) e acquisendo software di intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza dei McDrive.

La società non ha fornito ulteriori dettagli sulla relazione tra Easterbrook, anche membro del consiglio di amministrazione di Walmart, e la dipendente. L’indagine interna si è limitata ad appurare la violazione del codice etico e di condotta del personale.

Commenti

cgf

Lun, 04/11/2019 - 02:24

A parte non si dovrebbe MAI avere relazioni nello stesso ambiente di lavoro, Mickey D's non è l'unico ad avere questa norma nel regolamento interno. Anche in Europa, ricordo il caso di due professori alla Sorbona, si piacquero ed in sordina si frequentarono. Poi si sposarono e la relazione fu resa pubblica, fu chiesto a loro che uno dei due, a scelta, si licenziasse.

beowulfagate

Lun, 04/11/2019 - 05:59

Accidenti che delinquente.Pensare che da noi non licenziano neanche chi aggredisce i colleghi fisicamente.Inoltre:se fosse stata una relazione gay,lo avrebbero licenziato?

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Soloistic69

Lun, 04/11/2019 - 06:28

Vabbè. Ce ne faremo una ragione.

Popi46

Lun, 04/11/2019 - 06:47

Da quando in qua le imprese sono state equiparate a conventi?

gianf54

Lun, 04/11/2019 - 07:24

Mi viene da piangere...cosa dovremmo dire noi Italiani dello schifo che combinano i nostri politicanti nell'azienda Italia e che non si dimettono neanche a cannonate?

Michele Calò

Lun, 04/11/2019 - 09:00

Insopportabile e disgustosa ipocrisia calvinista yankee questa del licenziamento di un eccellente manager solo perchè ha una libera e consenziente relazione con una dipendente. Atteggiamento orwelliano che da' la misura di una pericolosa deriva che limita la liberta' individuale e che a breve rischia di essere applicata anche in Italia dopo la violenza della psicopolizia politica e fiscale.

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Paolo_Trevi

Lun, 04/11/2019 - 09:22

non credo si dannerà l'anima a mandare in giro il suo curriculum, una villetta a Miami e tanti saluti, pensione anticipata. Dai ci sono questioni più importanti.

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Memphis35

Lun, 04/11/2019 - 09:58

Come l'ipocrisia anglosassone riesce a demonizzare la bernarda. Laddove all'"altra sponda" viene, ormai, riconosciuto un valore aggiunto.

paolone67

Lun, 04/11/2019 - 11:25

Buffonate all'americana.

Giorgio Rubiu

Lun, 04/11/2019 - 11:26

E Clinton con Monica Lewinsky? Niente! Nemmeno da parte della moglie Hilary a cui l'essere la moglie di Clinton e non ingrandire lo scandalo avrebbe fruttato (e lo ha fatto) una prominente carriera in politica. Ipocrisia ed interesse, puritani all'esterno, pronti a gettare la croce addosso al "peccatore" ma capaci di tenere le proprie porcherie ben segrete. L'errore non è stato avere la relazione, bensì lasciare che essa diventasse nota. Un AD di McDonald poteva indurre la dipendente a licenziarsi e poteva permettersi di mantenerla, come amante, a piacer suo o di entrambi.