Il mistero irrisolto dell'uomo di Somerton

Il caso "Tamam Shud", anche definito il mistero dell' "uomo di Somerton", è rimasto tutt'ora irrisolto. Nessuno, a settantadue anni da allora, ha trovato una soluzione all'enigma che ha affascinato per decenni la stampa mondiale. Si trattava forse di una spia?

Il mistero irrisolto dell'uomo di Somerton

Australia, 30 novembre 1948. Sulla spiaggia di un piccolo sobborgo di Adelaide, Somerton, un uomo dai capelli biondo rossicci è seduto di fronte al mare, guarda al tramonto. Alle sue spalle si staglia un grande caseggiato di colore chiaro, una struttura che accoglie bambini che hanno contratto la poliomelite e che dista appena venticinque gradini dalla battigia, bagnata a intervalli fissi dalle acque grigiastre del golfo di St.Vincent. Il sole tramonta, e l'uomo resta immobile, fermo al suo posto. Verrà trovato cadavere la mattina seguente da due fantini a passeggio. È il primo giorno di dicembre.

Inizia così il mistero dell'uomo di Somerton, un caso di cronaca mai risolto che ha attirato decine di investigatori e ispirato numerose ipotesi, culminate in quella che sembrerebbe suggerire un collegamento con l'oscuro, quanto affascinante, mondo dello spionaggio e degli intrighi internazionali. Un caso tanto singolare nei suoi dettagli, da sembrare più adetto ad un romanzo ambleriano che alle prime pagine della cronaca locale di un placido sobborgo australiano. Uno di quei luoghi così distanti da tutto che non è stato nemmeno sfiorato dalla guerra che travverso tutto il mondo. Un uomo apparentemente comune, con indosso abiti sobri e stirati, ben rasato - e mai visto prima - compare in un luogo remoto, come fosse spuntato dal nulla, e viene trovato morto sulla sabbia con un "codice segreto" e nessun documento che possa far risalire alla sua identità. Il corpo, infatti, di un uomo sui quarantacinque anni, ben piazzato, con indosso tutti indumenti privi o privati di etichette che avrebbero potuto far risalire al luogo dove erano stati confezionati - una camicia bianca, cravatta fantasia regimental rossa e blu, pantaloni marroni, calzini, scarpe e maglione marrone fatto a maglia - non ha con se un portafoglio, del denaro in valuta locale o estera, un passaporto, una patente di guida, un tessirino o un qualsiasi altro documento di riconoscimento. Unico segno distintivo? Una forma delle "orecchie", o padiglione auricolare se preferite, molto particolare. E una patologia dentale scoperta in seguito, che si manifesta sull'appena 2% di quella che un tempo era definita "razza caucasica". Nelle sue tasche vengono ritrovati solamente un pacchetto di sigarette marcato Army Club - che però contiene sigarette scozzesi Kensitas -, un pacchetto di fiammiferi Bryant and May, prossimo ad essere terminato, un piccolo pettine di metallo di marca americana, un pacchetto di gomme da masticare della stessa marca che veniva inserita nelle razioni dell'Us Army durante la guerra, un biglietto per il bus che collega Adelaide a St. Leonards, e un biglietto ferroviario di seconda classe "non usato" per la tratta Adelaide/Henley Beach: la spiaggia dove il corpo verrà però trovato senza vita intorno alle prime luci dell'alba.

Tutto è apparente normale quanto insolito. L'uomo era stato visto nella stessa identica posa la sera prima, diranno due testimoni che avevano sospettato si trattasse solo di un ubriaco che forse intedeva smaltire i postumi di una sbornia in riva al mare. Ma non era così: quell'ubriaco aveva ingerito - o gli era stato somministrata - una sostanza velenosa sconosciuta che avrebbe causato la morte di quello che si è poi rivelato essere, secondo il medico legale: "un uomo altrimenti in piena salute". Forse un suicidio per un amore non ricambiato? Un atto estremo simile a quello che avrebbe compiuto anni dopo il celebre Alan Turing? Il matematico a servizio dell'intelligence di Suà maestà che scoprì i codici crittografati di Enigma, ma venne scoperto ad amare gli uomini quando nel Regno Unito era ancora considerato un crimine. Le piste battute dalle autorità australiane sono state molte a partire dal 1949. Ma poi in una tasca ben nascosta nei pantaloni di quell'uomo senza identità, venne trovato un ulteriore indizio, un pezzo di carta strappato da un libro, precisamene un libro di una pagina di poesie persiane Rubʿayyāt di ʿUmar Khayyām. Sulla carta era stampata in caratteri arabeggianti la parola "Tamam Shud", che in persiano vuole dire "concluso". Si scoprì poi che il brandello di carta proveniva da un libro, una traduzione estremamente rara, che era stata ritrovata in una macchina da un cittadino ignaro, e che riportava al suo interno una serie di lettere su cinque righe in un ordine che non possedeva alcun senso apparente. Si trattava forse di un messaggio in codice?

Somerton Mistero

Una guerra senza confini

Nel 1948, appena tre anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli assetti bipolari del mondo avevano già lasciato sprofondare la "pace" in un nuovo tipo di conflitto - la Guerra Fredda - a causa della contrapposizione naturale degli ideali nutriti da Washington, Londra e Mosca; che tratteggiavano i confini delle rispettive "zone d'influenza" lungo ogni latitudine e longitudine del mondo dopo aver sconfitto Germania e Giappone. Anche l'Oceania, continente distante dalla "cortina di ferro" che si progettava in Europa, era ovviamente compresa nello scacchiere, e poteva fungere da luogo d'incontro per scambi d'informazioni sulle potenze in contrapposizione. Ovuque, nel resto del pianeta, i servizi segreti delle maggiri potenze, la CIA americana, l'MI6 britannico, il KGB russo, e tutti servizi dei paesi alleati che facevano capo al Patto Atantico o al Patto di Varsavia, tramano per trafugare e scambiare informazioni altamente classificate che potessero affermare la supremazia dell'uno sull'altro in caso di una escalation.

Il libro e l'infermiera che parlava russo

È in questo contesto infatti che prende forma la tesi dell'intrigo spionistico, ma anche romantico, per via del possibile legame del destino di questo fantasma a una donna del posto, un'infermiera di Adelaide che rispondeva al nome di Jessica Thomson, nota come con il soprannome di Jestyn, che avrebbe intrattenuto una relazione segreta con l'uomo senza nome. Jestyn, che durante la guerra aveva servito il Royal North Shore Hospital di Sidney, era la proprietaria del libro da cui era stata "strappata" la parola che il cadavere aveva nascosta nei pantaloni. Compariva infatti il recapito telefonico scritto all'interno. Secondo le parole della donna, il libro le era stato donato durante la guerra da un luogotenente dell'Esercito Australiano, un tale Alfred Boxall. Quest'ultimo, tuttavia, negò l'avvenimento. Al momento del decesso, la Thomson era sposata e abitava a meno di 400 metri dal luogo dove venne rinvenuto il cadavere. Interrogata dalle autorità negò di aver mai visto l'uomo di Somerton; ma c'è chi sostiene che la donna abbia avuto un mancamento nel vedere il calco dell'uomo che era stato trovato morto per effettuare l'identificazione. Come se lo avesse chiaramente riconosciuto. Il 14 gennaio del 1949, veniva inoltre scoperta presso la stazione di Adelaide una valigia con al proprio interno vestiario da notte, "un cacciavite da elettricista, un coltello da tavola ridotto ad un corto strumento affilato, un paio di forbici a punta, un pennello da stencil e infine un rocchetto di filo cerato arancione di marca Barbour" non commercializzato in Australia. Lo stesso filo presente in un cucitura dei pantaloni trovati indosso al cadavere.

Miss.Thompson al momento del decesso dell'uomo, aveva già un figlio di nome Robin, di 16 mesi, futuro ballerino che nella crescita mostrò la stesso particolare taglio di orecchie dell'uomo di Somerton; inducendo molti a pensare che fosse il frutto di una relazione clandestina con l'uomo senza identità. La secondogenita dell'infermiera, Kate, dichiarò in seguito di aver sentito sua madre parlare russo, e aver scoperto come fosse appassionata agli ideali comunisti mentre nei paesi occidentali si diffondeva la paranoia provocata dal maccartismo - cosa che la portò ad ipotizzare come sua madre sarebbe potuta tranquillamente essere una spia.

Ad avvolorare questa tesi "fascinosa" era inoltre la coincidenza con un'altra morte per avvelenamento "sospetta": quella di Harry Dexter White, membro del Dipartimento del tesoro statunitense che era stato accusato di essere "una spia sovietica coinvolta nelle indagini del Progetto Venona (operazione congiunta che impegnava l'intelligence di diversi paesi per scoprire i codici crittografati usati dai servizi segreti dell'Urss, ndr)". Era il 16 agosto 1948. Ciò che collegava la morte di quello che era stato sospettato essere un agente del KGB infiltratosi ad altissimi livelli negli Stati Uniti, era il transito di materiale top secret proveniente dal Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano all'ambasciata sovietica a Canberra. Nonché la vicinanza di Somerton a Woomera: base missilistica e centro d'intelligence top-secret sul suolo australiano.

La svolta del DNA

Dopo aver diffuso foto segnaletiche su tutti i quotidiani, e aver reso nota questa misteriosa vicenda in tutto il mondo, nella speranza che qualcuno riconoscesse il volto, o le orecchie del misterioso uomo di Somerton, il corpo, prima imbalsamato, venne seppellito cinque mesi più tardi nel West Terrace Cemetery. Sulla lapide si può tutt'ora leggere: "Qui giace l'uomo sconosciuto che venne trovato sulla spiaggia di Somerton" e la data del trapasso. Il caso Tamam Shud rimane ad oggi uno dei più grandi misteri del XX secolo con possibili collegamenti alle operazioni di spionaggio che hanno convolto gli 007 sotto copertura delle maggiori potenze di conflitto negli angoli più remoti del globo.

Nell'ottobre del 2019 è stata disposta la riesumazione del corpo per effettuare esami sul Dna per aggiungere un tassello fondamentale alla morte dell'uomo che non vide la luce del sole albeggiare tenue e distante, nel primo giorno di dicembre 1948, sulla gelida e desolata spiaggia di Somerton.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
ilGiornale.it Logo Ricarica