Nuove speranze di cura dal sangue dei guariti: trattati oltre 10 pazienti

La Cina ha annunciato di aver sviluppato il "plasma di convalescenza", partendo dal sangue dei guariti. I pazienti che hanno ricevuto il trattamento mostrano miglioramenti

Un nuovo metodo per trattare i pazienti che hanno contratto il Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus. La Cina, infatti, ha annunciato di avere sviluppato, dal sangue dei pazienti guariti, il "plasma di convalescenza".

Il China National Biotec Group ha spiegato di aver raccolto il sangue da alcuni pazienti che erano guariti dall'epidemia di coronavirus, per preparare dei prodotti terapeutici: tra questi anche il plasma di convalescenza. Dopo "stringenti test di biosicurezza del sangue" ed esami sull'inattivazione del virus, i ricercatori cinesi hanno sviluppato il plasma, che è stato usato per il trattamento di alcuni pazienti contagiati e in condizioni critiche. Lo scorso 8 febbraio, 3 persone ricoverate in un ospedale a Wuhan, hanno iniziato una cura a base di plasma convalescente e attualmente oltre 10 pazienti in condizioni critiche sono state sottoposte al trattamento.

I risultati fanno sperare. Da 12 a 24 ore dopo l'assunzione del plasma, infatti, i pazienti hanno mostrato segni di miglioramento: sarebbero diminuiti i principali indici infiammatori e sarebbero in recupero altri indici chiave per la sopravvivenza. Inoltre, come riporta AdnKronos, la maggior parte dei pazienti curà produrrà anticorpi contro il virus, che aiuteranno gli scienziati ad ucciderlo.

La nuova terapia potrebbe essere una strategia efficace per ridurre la mortalità causata dal virus, nei pazienti che si trovano in condizioni critiche. E in Cina, i centri sanitari hanno chiesto ai pazienti guariti di donare il plasma, per aiutare le molte persone ancora malate. Nel continente asiatico, infatti, sono più di 47mila i casi accertati di coronavirus, di cui 16.427 si trovano nella provincia dello Hubei, secondo quanto riferito dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Fuori dalla Cina, invece, si registrano 505 casi in 24 Paesi e 2 morti.

Intanto, in Italia, si aspetta il ritorno di Niccolò, il 17enne di Grado, rimasto bloccato a Wuhan, per aver contratto la febbre. Inizialmente si era temuto che il ragazzo fosse stato colpito dall'epidemia, ma poi gli accertamenti medici hanno appurato il mancato contagio. Il 17enne dovrebbe aver superato i controlli medici, indispensabili per il suo rientro e che già una volte non gli avevano permesso di partire. Il volo dell'Aeronautica militare giunto in Cina per riportare a casa Niccolò dovrebbe partire da Wuhan nelle prossime ore: l'aereo è atteso all'aeroporto di Pratica di Mare domani mattina.