Ora in Ucraina è nata la chiesa ortodossa nazionale

In seguito a uno storico concilio, domenica il clero ucraino ha eletto Epifanio primo metropolita della Chiesa ortodossa nazionale. È guerra aperta con il patriarca moscovita Cirillo

In seguito a uno speciale concilio del clero ortodosso tenutosi ieri, domenica 17 dicembre, a Kiev, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato la creazione di una chiesa ortodossa ucraina, un gesto che aggrava ulteriormente la rottura con Mosca. Secondo il presidente, la sicurezza nazionale dell’Ucraina intera dipendeva dal raggiungimento di una “indipendenza spirituale” dalla Russia.

Il concilio straordinario si è tenuto nell’antica cattedrale di Santa Sofia, una dei luoghi più caratteristici di Kiev. Religiosi ucraini delle varie denominazioni ortodosse locali si sono riuniti per eleggere il metropolita Epifanio. Costui è ora il capo della nuova Chiesa ortodossa ucraina, ma su decisione del Patriarca ecumenico di Costantinopoli non potrà fregiarsi del titolo di “Patriarca” per evitare ulteriori attriti con Mosca. Sarà pertanto conosciuto con il titolo di “Metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina”.

Epifanio il 6 gennaio si recherà a Istanbul, ancora chiamata Costantinopoli nel mondo ortodosso, per ricevere direttamente dalle mani del Patriarca ecumenico il tomos, un documento che garantirà l’indipendenza, ovvero l’autocefalia, alla nuova chiesa.

Questo giorno entrerà nella storia come un giorno sacro, il giorno dell’indipendenza finale dalla Russia”, ha annunciato Poroshenko davanti a migliaia di persone fuori dalla cattedrale.

Prima dell’incontro, il Patriarca Cirillo, capo della Chiesa ortodossa russa, aveva lanciato un appello ai leader religiosi del mondo intero, incluso Papa Francesco, chiedendo di proteggere i credenti e il clero ucraino, vittime di un'evidente “persecuzione”. In particolare, Cirillo ha denunciato gli interessi politici e il coinvolgimento di attori stranieri nella creazione della nuova chiesa.

La Chiesa ortodossa ucraina è rimasta per secoli sotto il patriarcato moscovita, ma dopo la caduta dell’Urss nel 1991 con l’indipendenza del paese sono cominciate le prime tensioni con Mosca. Nel Paese erano state costituite tre diverse realtà ortodosse: la Chiesa ortodossa ucraina (legata al Patriarcato di Kiev), la Chiesa ortodossa ucraina (legata al Patriarcato di Mosca) e la Chiesa ucraina autocefala.

Ora i preti del Patriarcato di Kiev e quelli della Chiesa autocefala sono divenuti membri di un’unica nuova chiesa, la Chiesa ortodossa ucraina. La spinta per l’indipendenza dell’ortodossia ucraina si era intensificata già nel 2014 in seguito alla perdita della Crimea e alle proteste filorusse nelle regioni orientali del paese.

Negli scorsi mesi il Patriarca ecumenico di Constantinopoli, primus inter pares nel mondo ortodosso, aveva revocato la decisione del 1686 di assoggettare la Chiesa ortodossa ucraina al Patriarcato di Mosca creando i primi attriti con Cirillo. Ora la Chiesa ortodossa russa ha tagliato definitivamente i rapporti con Bartolomeo, vietando ai propri preti di ricordarlo nella liturgia. I timori di Mosca riguardano il rischio di perdere le circa dodicimila parrocchie ucraine assoggettate al suo patriarcato.

Commenti

DemyM

Lun, 17/12/2018 - 16:19

Adesso, l'Ucraina, ha un governo nato da un colpo di stato (Maidan) e gestisto dalle milizie nazi-fasciste ma, per non farsi mancare nulla, ha creato una sua religione voluta e sponsorizzata da Poroshenko & company.