Perché la Russia rischia una crisi sanitaria

Le sanzioni occidentali causeranno un effetto boomerang anche sui prodotti farmaceutici necessari ai malati in Russia: le multinazionali garantiscono la fornitura ma gli ostacoli sono altri, ecco quali

Perché la Russia rischia una crisi sanitaria

La vita in Russia si mette male anche dal punto di vista sanitario. Dopo la chiusura di numerose aziende e multinazionali indignate con Putin per l'invasione dell'Ucraina, se si può fare a meno di vestiti di marca e panini da McDonald's, non si può di certo rinunciare alle cure per la propria salute, soprattutto nel caso dei malati cronici o con gravi patologie. Nonostante il dovere etico e morale che ha l'industria farmacologica e una clausola che garantisce comunque una sicurezza sanitaria a tutti, a causa delle sanzioni internazionali molte aziende potrebbero avere una serie di problematiche a catena per rifornire di medicinali il popolo russo compresi i più importanti come antibiotici, antidepressivi, le cure contro il cancro e via dicendo.

La scelta delle multinazionali

"Non possiamo fermare il flusso dei nostri medicinali verso la Russia", ha dichiarato l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, perché significherebbe causare "molte sofferenze ai pazienti e potrebbe causare la perdita di vite umane". La presa di pozione dell'azienda che per prima ha messo a disposizione il vaccino a Rna è la fine degli studi clinici in Russia. Sulla stessa lunghezza d'onda anche la Bayer AG, secondo la quale un blocco dei farmaci avrebbe come conseguenza la morte delle persone. Per far in modo che il Paese sia più autonomo, l'obiettivo russo è aumentare la propria autosufficienza ma da sola non ce la farebbe comunque. Di sicuro, addio agli studi su nuovi medicinali come affermato dalla GlaxoSmithKline e Sanofi mentre AstraZeneca e Msd hanno già dichiarato di aver sospeso i loro investimenti in Russia.

Cosa si rischia

Il rischio sanitario è, comunque, dietro l'angolo. Come ricorda Repubblica, le sanzioni degli Stati Uniti all'Iran nel 2018 causarano "sofferenze inutili" ai malati di leucemia che si ritrovarono senza più farmaci disponibili. Un altro problema di stretta attualità è il crollo del valore del rublo russo che si si rifletterà inevitabilmente anche sul prezzo dei farmaci importati. "L'esclusione della Russia anche dal sistema di pagamento Swift complicherà molto gli acquisti. Anche altre sanzioni e boicottaggi potrebbero intaccare la disponibilità di farmaci", spiegano gli esperti. Cosa succederà con le spedizioni? Il colosso Maersk ha fatto sapere che potranno esserci alcuni blocchi nella consegna di prodotti farmaceutici mentre Novo Nordisk, la più grande azienda produttrice di farmaci antidiabete, ha affermato che "faremo tutto il possibile per garantire che i cittadini della Russia ricevano i loro farmaci salvavita", ma sottolineando le difficoltà di mantenere le forniture. Anche se non si interromperanno i rapporti con le aziende farmaceutiche, il caos legato ai trasporti potrebbe mettere a dura prova la fornitura dei farmaci.

Un debole sistema sanitario

La situazione della Russia è già provata da servizio sanitario pubblico che soffre dal 2014 a causa delle sanzioni, comunque meno pesanti di quelle attuali, per il conflitto in Crimea. Da quell'anno, numerosi ospedali e strutture pubbliche sono state costrette a chiudere con inevitabili ripercussioni soprattutto nei piccoli centri e nelle aree rurali. Come se non bastasse, il 40% delle strutture mediche lamenta mancanza di personale: circa 200mila medici russi sono già fuggiti dal Paese a causa del loro dissenso nei confronti di Putin. Inoltre, la spesa per la sanità è messa in secondo piano per le spese militari: questo quadro dimostra come la situazione sia destinata, purtroppo, a non migliorare.

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