Come promesso Trump dona il suo stipendio

Un'altra promessa mentenuta: Trump devolve le prime tre mensilità del suo stipendio in beneficenza. A sorpresa è la causa ambientalista a guadagnarci

Come promesso Trump dona il suo stipendio

Detto, fatto. Ancora una volta Trump non ha tradito le aspettative dei suoi elettori. Così, come riporta il New York Times, il presidente Usa ha provveduto a donare – mantenendo fede a quanto promesso nel corso della sfida delle presidenziali – la prima tranche del suo stipendio.

Sin dal suo esordio alle primarie, infatti, l’allora candidato repubblicano in corsa ostinata alla Casa Bianca nonostante le pochissime chance di vittoria aveva promesso che, in caso di elezione, non avrebbe trattenuto per sé nemmeno un cent dei 400mila dollari di stipendio che gli sarebbero spettati da presidente.

Tuttavia la Costituzione Usa parla chiaro e, al settimo comma del paragrafo 1 dell’articolo 2, prevede la cosiddetta “clausola di compensazione” che vincola il presidente eletto a percepire uno stipendio fisso, immodificabile ed irrinunciabile. Il miliardario americano, che ha più volte esibito il suo super patrimonio – autostimandolo a oltre 10miliardi di dollari – a garanzia di inossidabile indipendenza, si è quindi visto costretto a correggere il tiro. E, in occasione della sua prima intervista da presidente eletto, ha chiarito che avrebbe donato le somme percepite in beneficienza intascando per sé solo un dollaro.

Così, da quando il tycoon è salito al soglio presidenziale, le attenzioni della stampa di mezzo mondo – mese dopo mese – si sono concentrate morbosamente sulle sorti di quegli stipendi e – con il passare delle settimane – rumors sempre più insistenti lo tacciavano già di non aver rispettato quella promessa.

A metter a tacere una volta per tutte le malelingue è arrivato così un bell’assegno, cumulativo delle tre mensilità (dal 21 gennaio al 21 marzo) trascorse alla White House. La cifra devoluta – stupendo tutti – andrà inaspettatamente a vantaggio del verde pubblico a dispetto dell’impronta marcatamente poco ambientalista data sinora alla nuova amministrazione.

A beneficiare di un assegno da capogiro – l’ammontare è infatti di 78,333.32 dollari – sarà infatti la National Park Service, agenzia governativa che si occupa di gestire parchi e monumenti nazionali, che nella persona del suo presidente Ryan Zinke – già ministro degli Interni con una vocazione da cow-boy – ha riscosso la somma.

Sean Spicer, addetto stampa della Casa Bianca, ha spiegato che: “La National Park Service si prende cura dei nostri parchi dal 1916 e il presidente è orgoglioso di contribuire personalmente donando il suo primo trimestre di stipendio a favore di questa causa”.

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