Qualche consiglio di scienza e diplomazia

A chi chiede dove la Cina stia andando rispondo sempre che basta leggere il piano quinquennale e negli anni trascorsi a Pechino ho visto che la Cina sa porsi degli obiettivi e realizzarli

Qualche consiglio di scienza e diplomazia

La mia esperienza cinese è cominciata nell’agosto del 2010 quando ho preso servizio presso l’ambasciata italiana a Pechino come consigliere per la scienza e tecnologia. Sono tornato in Italia nel 2018, dopo otto anni che hanno rappresentato per me un'esperienza fondamentale anche dal punto di vista personale non solo professionale. Ho imparato moltissimo ed è stato possibile lavorare in modo estremamente proficuo e costruttivo, su un piano sempre di rispetto reciproco. È stata una grande scoperta. Ovviamente c'è stato bisogno di tempo per comprendere il paese e imparare a interagire con i colleghi cinesi. Durante il mio soggiorno in Cina ho visto il paese diventare una superpotenza scientifica e tecnologica in grado di pensare e sognare in grande. Questo ha permesso di portare avanti importanti progetti insieme, è stata una delle grandi soddisfazioni della mia missione.

Cina: la nuova superpotenza tecnologica

Il progetto congiunto più importante è stato sicuramente il lancio del satellite Cses (China Seismo-Electromagnetic Satellite, per lo studio del campo magnetico e delle particelle nell'orbita terrestre). E’ stata una partita molto complessa, più dal punto di vista politico che scientifico poiché implicava una serie di passaggi diplomatici e accordi tra le parti. E’ un settore dove vi sono tantissime opportunità e sicuramente credo che abbiamo aperto una strada.

Una delle cose che mi ha maggiormente colpito nella mia esperienza è stata la capacità cinese di programmare e porsi degli obiettivi ben definiti. Il piano quinquennale è uno strumento fondamentale, non proprio di programmazione diretta quanto di direzione politica generale e nel settore scientifico e tecnologico in particolare. Secondo me è un ottimo strumento, ho sempre studiato con grande attenzione i contenuti del Piano quinquennale perché riporta esattamente ciò che poi verrà eseguito. Se qualcuno vuole sapere dove vuole andare la Cina gli rispondo sempre "leggi il piano quinquennale", perché indica chiaramente la direzione.

Quando scoppiò l'epidemia a inizio 2020 la Cina venne considerata inizialmente un paese che doveva essere isolato. Abbiamo immediatamente fatto partire un'iniziativa di sostegno per la Cina, i principali scienziati italiani l'hanno accolta firmando questo appello, e ci è stato dato il pieno supporto anche dell'ambasciata cinese. Ecco questo è il tipo di iniziative che sono necessarie in certi momenti per testimoniare solidarietà e amicizia. Quando la pandemia è arrivata in Italia ci siamo trovati in grave difficoltà per l'approvvigionamento di materiale sanitario. Mi sono rivolto agli amici cinesi i quali hanno risposto con generosità straordinaria. Veramente non sono riuscito a ringraziarli tutti singolarmente. C’è stato un gruppo di persone che non conoscevo e che si sono immediatamente mobilitate per farci arrivare un carico di mascherine. Anche la città di Chongqing ce le ha spedite e tutto a titolo gratuito: è stata un'esperienza bellissima. Dobbiamo sempre ricordarci che in certi momenti la solidarietà conta.

In questo momento il principale interscambio tra Italia e Cina è basato sui prodotti tecnologici. L'Italia è sicuramente un partner fondamentale anche per la ricerca universitaria e rispetto ai risultati e ai fondi investiti è uno dei paesi più efficienti al mondo come mostrano tutti gli indicatori. Quindi può dare un contributo molto rilevante e mi piacerebbe che nel futuro ci fossero con la Cina più scambi di studenti e interazioni di questo tipo. Ritengo inoltre che la strada dell’innovazione intrapresa dalla Cina sia quella giusta. Questa crisi, come capita nelle grandi crisi, catalizza in realtà delle svolte epocali. Questo è un momento di transizione tecnologica e l'investimento in innovazione è fondamentale.

Non vedo l'ora di tornare in Cina, lo dico sinceramente. Di recente stavo andando in laboratorio a un certo punto ho ripensato alla mia vita a Pechino con grande nostalgia. Vorrei veramente poter al più presto incontrare di nuovo di persona i miei tanti amici cinesi. Speriamo presto.

L'autore, Plinio Innocenzi, è docente all'Università degli Studi di Sassari e già consigliere per la scienza e tecnologia presso l’ambasciata italiana a Pechino