La riforma di Duterte: "Bimbi di nove anni potranno finire in galera"

L’abbassamento dell’età minima per la detenzione in carcere è stato ripetutamente bollato dai partiti di opposizione come un “brutale attentato ai diritti dei più deboli”

La riforma di Duterte: "Bimbi di nove anni potranno finire in galera"

Nelle Filippine non si placano le polemiche scatenate da un disegno di legge, voluto dal presidente Duterte, che rende i bambini di nove anni "punibili con il carcere".

Il provvedimento in questione sarà a breve approvato da entrambi i rami del parlamento nazionale, controllati dalla formazione politica guidata dal capo dello Stato, il Partido Demokratiko Pilipino–Lakas ng Bayan. La riforma riduce “da quindici a nove anni” l’età minima per finire in prigione ed è stata presentata da Duterte come un “passo importante” verso un’effettiva “tolleranza zero” nei confronti del crimine. Il leader asiatico ha affermato che la modifica normativa mira in particolare a colpire il business del narcotraffico: “Le gang dedite al commercio di stupefacenti, beneficiando delle norme lassiste previgenti, hanno finora assoldato migliaia di ragazzi con meno di 15 anni di età per svolgere il lavoro sporco, ossia per fare gli spacciatori e i corrieri della droga. La polizia aveva di conseguenza le mani legate, poiché i minori arrestati non erano imputabili, ed era costretta a scarcerarli subito, con grasse risate da parte dei narcotrafficanti. Ora però questo andazzo sta per venire interrotto. Grazie alla legge in via di approvazione, finalmente la manovalanza minorile delle gang andrà in galera e queste ultime perderanno così sempre più spacciatori e corrieri”.

L’abbassamento a nove anni dell’età minima per la detenzione in carcere è stato ripetutamente bollato dai partiti di opposizione come un “brutale attentato ai diritti dei più deboli”. Ad esempio, il senatore liberale Francis Pangilinan ha etichettato la stretta voluta da Duterte come “spaventosa” e ha affermato che, per colpa di quest’ultima, “migliaia di bambini verranno scaraventati in celle già occupate da detenuti adulti, sovraffollate e prive delle condizioni igieniche essenziali.” Critiche alla riforma propugnata dal leader di Manila sono state avanzate anche da organizzazioni umanitarie come il Child Rights Network. Tale ong, per bocca del suo presidente Romeo Dongeto, ha definito l’imminente approvazione del disegno di legge promosso dall’esecutivo nazionale come una “pagina nera nella storia delle Filippine”.