La battaglia dell'intelligence per aiutare Kiev: in volo anche mezzi italiani

Come gli Stati Uniti d'America guidano le mosse di attacco e difesa degli ucraini. Una collaborazione che va avanti dal 2015

La battaglia dell'intelligence per aiutare Kiev: in volo anche mezzi italiani

Immagini satellitari e lavoro d'analisi, queste sono le ultime parole nella lunga lista di nuove forniture belliche autorizzate dagli Stati Uniti d'America lo scorso 16 marzo in favore dell'Ucraina.

Nonostante queste quattro parole si trovino in fondo e facciano certamente meno impressione di 800 sistemi antiaerei Stinger, 6 mila sistemi anticarro At-4 o 20 milioni di proiettili, non vuol dire che siano meno importanti e fondamentali. Inoltre, tra i tanti Paesi che hanno partecipato e stanno partecipando con i loro velivoli a queste maxi-operazioni non manca l'Italia. Negli ultimi giorni sono stati diversi gli alti funzionari americani che hanno commentato questa scelta di condividere analisi e immagini. Scott Berrier, direttore della Dia, ossia dello spionaggio militare, durante un'audizione al Congresso ha affermato che la condivisione dell'intelligence con gli ucraini ha assunto caratteristiche "rivoluzionarie" e senza precedenti. Anche Paul Nakasone, responsabile del Cyber Command e della National security agency, riporta il Corriere della Sera, ha dichiarato: "Nei miei 35 anni di servizio non ho mai visto una collaborazione migliore nel condividere ciò che sappiamo: l'intelligence americana osserva e reagisce rapidamente ai tentativi di fare disinformazione".

Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca, aveva spiegato a inizio marzo che i loro apparati di difesa avevano condiviso continuamente con il governo ucraino tutte le informazioni dettagliate che riuscivano ad ottenere. "Queste informazioni hanno permesso loro di capire i piani russi e sviluppare una risposta militare".

A dire la verità, però, la collaborazione tra Stati Uniti d'America e Ucraina comincia nel 2015. E sono diversi mesi che gli agenti segreti americani anticipavano ciò che poi è successo. Certamente, una volta iniziato il conflitto al flusso costante di informazioni si sono aggiunti la ricognizione aerea elettronica e i satelli che hanno raccolto i segnali russi, sorvegliato a distanza e intercettato le comunicazioni dell'Armata russa. Non è escluso che alcuni attacchi e resistenze siano avvenuti proprio grazie alle informazioni che arrivavano da Washington. "L'ingrediente segreto è vedere cosa sta facendo il nostro avversario", afferma Nakasone.

Non va dimenticato anche il ruolo importante delle stazioni internet Starlink, satelliti forniti da Elon Musk che hanno dato la possibilità a Kiev di connettersi sulla rete in maniera stabile.

La raccolta dati

Stando a quanto afferma la Cnn, sarebbe stato creato un database dove all'interno sarebbero state scritte tutte le informazioni più importanti. Secondo The Intercept, invece, gli Stati Uniti amplificano i dati che gli agenti a loro confermano o meno. Chi è che poi li riferisce agli ucraini è un funzionario americano.

Questa struttura ha permesso fino ad oggi di aiutare Kiev evitando di entrare attivamente nel conflitto. Infatti, droni e aerei che compiono ricognizioni evitano in ogni modo di entrare nello spazio aereo ucraino proprio per questo motivo.

La guerra terrestre

Se ciò che accade in aria è tutto confermato con dichiarazioni pubbliche, cosa succede sul terreno è continuamente smentito. Ufficialmente non ci sono soldati americani a combattere con la resistenza ucraina contro i russi. Allo stesso tempo però non è possibile avere conferme a riguardo. E a dir la verità, sono continue le smentite riguardo la possibilità di soldati americani in Ucraina.

Sono infatti diverse sono le voci che parlano di forze speciali e "ombre". Le smentite servono per evitare un coinvolgimento diretto. Allo stesso tempo però, a maggior ragione guardando la storia, è complicato affermare con totale certezza che di soldati americani che stanno combattendo nei teatri di guerra ucraini non ce ne siano.

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